Bending Spoons ha avviato le procedure per quotarsi a Wall Street. La società tecnologica milanese sbarcherà al Nasdaq. E sarà la prima società nativa digitale italiana a farlo. Un traguardo atteso che arriva nell’anno delle grandi quotazioni legate all’Ai. Bending Spoons è cresciuta nel panorama mondiale dell’economia digitale con un modello insolito: acquista prodotti digitali maturi o in difficoltà, li trasforma e li rende profittevoli. E un ruolo centrale in questo processo ce l’ha proprio l’Ai.
Comprare aziende da rilanciare: cosa ha in portafoglio Bending Spoons
Tra i marchi nel suo portafoglio figurano Evernote, Vimeo, WeTransfer, Eventbrite, StreamYard e, dal gennaio scorso, AOL. La società dichiara oltre 500 milioni di utenti attivi mensili e più di 9 milioni di clienti paganti. La sua crescita è raccontata bene dai numeri pubblicati. I ricavi sono cresciuti da 387 milioni di dollari nel 2023 a 1,31 miliardi nel 2025, con un tasso di crescita annuo composto dell’84%. Diverse analisi circolate nelle ultime settimane hanno calcolato il valore post quotazione della società intorno ai 20 miliardi.
Altro dato rilevante è quello che l’Ai ha fatto per la produttività dell’azienda. Il revenue per dipendente è passato 1,12 milioni nel 2023 a 2,57 milioni nel 2025. Non solo. Nel primo trimestre 2026, il 90% del codice prodotto internamente era scritto o co-scritto da sistemi Ai. In pratica in dodici mesi l’azienda ha quasi completamente automatizzato la produzione del proprio codice. Nel racconto che l’azienda fa di se stessa, l’Ai è al centro di tutto. E lo è “prima che diventasse una moda”, come recita uno dei paragrafi in cui ne viene raccontato il suo utilizzo.
Bending Spoons: fare Ai prima che diventasse di moda
“Data la sua recente accelerazione, l’Ai potrebbe presto ridefinire come appare un business gestito in modo ottimale”, si legge nella lettera ai potenziali investitori firmata dal ceo e co-fondatore Luca Ferrari. “Mentre molte aziende faticano ad adattarsi (all’Ai), la nostra capacità di espandere i guadagni di un’azienda acquisita potrebbe migliorare”. Frase che racchiude metodo e prospettive. Ma anche rischi. Insiti nel business stesso dell’Ai, come nelle “leggi e regolamenti nuovi e in evoluzione” su questa tecnologia.
La struttura della quotazione prevede due classi di azioni: le ordinarie, con un voto ciascuna, destinate al mercato; e le class A, con cinque voti ciascuna, che rimarranno nelle mani dei quattro fondatori — Luca Ferrari, Matteo Danieli, Francesco Patarnello e Luca Querella. Una struttura che garantirà ai fondatori il controllo della società. Nel consorzio di banche che gestisce l’operazione figurano undici co-manager, tra cui tre istituti italiani (IMI-Intesa Sanpaolo, UniCredit e Banca Akros del gruppo Banco BPM) e tre francesi (BNP Paribas, Société Générale e Crédit Agricole).
La quotazione nel momento in cui si quotano i colossi dell’Ai statunitensi
La società milanese si presenta agli investitori americani con un modello ispirato ai grandi conglomerati del Novecento: Teledyne, Capital Cities, Berkshire. Insolito per una startup digitale. “Non abbiamo mai venduto un business rilevante”, si legge nel prospetto. Il ciclo è semplice: acquisisci, trasforma, ottimizza, reinvesti. Nel 2025 la società ha ricevuto 800.000 domande di lavoro. Ne ha accolte 286.
Nei documenti non si citano i tempi. Ma diverse indiscrezioni parlano di un’ipo pronta già nelle prossime settimane. Che fa seguito alla quotazione di un’altra italiana in America, Newcleo, sempre sul listino tecnologico, anche se produce reattori nucleari di nuova generazione. La quotazione di Bending Spoons arriva un momento d’oro per il mercato azionario del tech.
SpaceX ha depositato il proprio prospetto la scorsa settimana con un debutto previsto per il 12 giugno, OpenAI ha avviato l’iter per una quotazione da mille miliardi. Anthropic prevede di seguire entro fine anno. I mercati che dovranno assorbire alcune delle operazioni più grandi della storia. Bending Spoons va a giocarsi lì la sua partita, con un modello che usa l’Ai per fare qualcosa di diverso.
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