«La mia preferita delle missioni Apollo? La 9, poiché fu il collaudo totale di tutto ciò che servì per poi sbarcare sulla Luna». Ce lo aveva detto tempo fa Luca Parmitano, che nel 2027 andrà nello spazio con la missione Artemis 3, l’equivalente dell’Apollo 9 di allora. Non andrà fino alla Luna, come Artemis 2. Ma pur restando in orbita terrestre la 3 “sarà una delle missioni con equipaggio più complesse e sfidanti nella storia delle missioni NASA” – come sottolineato alla conferenza stampa di oggi dal centro di Houston da Jeremy Parson, dirigente NASA per i programmi di esplorazione.
L’ANNUNCIO DELLA NASA
Luca Parmitano nell’equipaggio della missione Artemis 3: l’italiano aprirà la strada per la Luna
Ecco l’equipaggio
Luca, super emozionato dice: «Sono onorato di essere assegnato ad una così grande e sfidante missione». E per Artemis 3, il cui lancio è in programma per l’autunno del 2027, sarà necessario un tempo piuttosto lungo di preparazione per l’equipaggio, che la NASA ha presentato oggi, sia quello di riserva che quello titolare. Una missione la cui durata è prevista per circa 15 giorni. Oggi pomeriggio la NASA e il suo capo, Isaacman, hanno presentato l’equipaggio di 4 astronauti di Artemis 3. Servivano astronauti con esperienza come piloti collaudatori, esperti in “passeggiate spaziali” e con maggiore lavoro di preparazione a terra a Orion e ai moduli di allunaggio. E infatti, Bon Hines, Andrè Douglas, Franck Rubio, Luca Parmitano, tutti super esperti con grande esperienza di volo spaziale. Per AstroLuca è la terza.
Artemis 3
La missione 3 doveva essere, in origine, quella del primo allunaggio del nuovo programma di esplorazione internazionale a guida NASA. Ma con Artemis 2 aveva viaggiato sino alla Luna la sola capsula Orion, spinta dal modulo di servizio ESM realizzato in Europa dall’ESA, e con importante contributo italiano. Il lancio di Artemis 3 era in programma per il 2028. Cioè due anni dopo Artemis 2, e sei anni dopo Artemis 1. Ma il veicolo per l’allunaggio non era (e non è) ancora pronto. La gara, interna, è tra la complessa e gigantesca Starship in versione lunare di SpaceX, e il più piccolo e pratico Blue Moon MK-2 di Blue Origin. Con l’insediamento di Jared Isaacman alla guida della NASA, il programma cambia direzione nel febbraio scorso: Artemis 3 non punterà più direttamente alla Luna, ma (anche per ridurre i tempi tra la missione 2 e la 3), sarà una missione di test in orbita terrestre, per verificare l’integrazione della navicella Orion con i due veicoli candidati per il trasporto degli astronauti sulla superficie della Luna. Il lancio è previsto per l’autunno 2027, sempre con un razzo SLS in versione originale (Block 1) dalla rampa 39B di Cape Canaveral. Un metodo che si ispira a quello del programma Apollo, che effettuò, dopo il volo Terra-Luna senza allunaggio dell’Apollo 8, un volo simile in orbita terrestre bassa durante la missione Apollo 9 nel marzo 1969 con gli astronauti McDivitt, Scott e Schweickart.
Come si svolgerà la missione
Per portare in orbita terrestre la Orion di Artemis 3 con i quattro astronauti non sarà infatti necessario, in cima all’SLS, uno stadio potenziato come l’ICPS (Interim cryogenic propulsion stage), che verrà tenuto da parte per Artemis 4. Per questo la NASA sta assemblando uno stadio di pari dimensioni, ma senza motori, con l’unico scopo di avere collocato sopra di esso la navicella Orion e il modulo di servizio europeo, ESM, il cui motore principale sarà ancora una volta decisivo. Questa volta per la finalizzazione dell’orbita di Orion intorno alla Terra. Orion verrà portata in un’orbita terrestre circolare, dove rimarrà per tutto il tempo necessario per lanciare gli altri elementi della missione, cioè le navicelle di SpaceX e Blue Origin. È anche previsto un test (con “passeggiate spaziali”) della nuova tuta-scafandro AxEMU, realizzata dalla Axiom di Houston, assieme all’azienda italiana Prada e destinata per l’appunto, alle missioni di allunaggio. E vari test scientifici, soprattutto biomedici e di studio del Sole. La NASA, per il momento, punta ad un tentativo di trasbordo dell’equipaggio su almeno uno dei due possibili moduli di allunaggio, e l’equipaggio testerà più a fondo i sistemi di supporto vitale della Orion e, per la prima volta, il sistema di attracco con un altro velivolo. Durante Artemis 3, verrà anche testato un nuovo scudo termico in grado di supportare più profili di rientro in atmosfera.
Trampolino di lancio per gli allunaggi da Artemis 4 in poi
«Anche se questa è una missione in orbita terrestre, è un importante trampolino di lancio per atterrare con successo sulla Luna con Artemis 4 – ha dichiarato Jeremy Parson , alla guida del Programma Moon to Mars della NASA – Per la prima volta, la NASA coordinerà una campagna di lancio che coinvolgerà più veicoli spaziali che integreranno nuove capacità nelle operazioni di Artemis. Una missione che ci aiuterà a imparare come Orion, l’equipaggio e le squadre di terra interagiscono tutti insieme con l’hardware e i team di entrambi i fornitori delle navicelle di allunaggio». Starship HLS,e Blue Moon Mk-2, saranno lanciati separatamente da SpaceX e Blue Origin. E verranno attraccati dalla Orion in due fasi distinte della missione, dapprima l’Mk-2 e poi Starship HLS, con la Orion che vi resterà attaccata per circa 48 ore. La missione Artemis 3 è previsto si debba concludere con il classico ammaraggio con paracadute nell’Oceano Pacifico.
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