È stato arrestato in Egitto Tamer Hamouda, ex marito di Nessy Guerra, la donna italiana, di Sanremo, bloccata in Egitto con la bimba di 3 anni e sottoposta da mesi a minacce e intimidazioni varie proprio dall’ex marito. Lo riferiscono fonti informate.
il caso
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Hamouda era stato condannato dalla magistratura italiana per stalking, maltrattamenti e violenza sessuale mentre lui aveva, a sua volta, ha denunciato nel suo paese Nessy Guerra per adulterio. Reato per cui la donna è stata recentemente condannata a sei mesi. Ora l’ultima svolta di questa lunga e intricata vicenda: la denuncia alla polizia egiziana da parte del console onorario d’Italia ad Hurgada per minacce e tentativo di aggressione e l’arresto dell’uomo.
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Dopo la separazione, Nessy Guerra e Tamer Hamouda, i due è iniziato un lungo contenzioso sull’affidamento della figlia piccola che oggi ha tre anni. Da almeno un paio d’anni Guerra vive in Egitto con la figlia e l’uomo ha ottenuto un divieto di espatrio per la bambina, impedendole di lasciare il Paese senza il suo consenso. Per non separarsi dalla figlia, la donna è rimasta in Egitto, vivendo in una località protetta e, secondo le sue dichiarazioni e quelle della sua legale, cambiando spesso domicilio per timore che l’ex marito tentasse di sottrarle la bambina.
Le accuse di adulterio
Parallelamente alla disputa familiare, Hamouda ha denunciato Guerra per adulterio davanti alle autorità egiziane. Secondo quanto riportato dalla difesa della donna, l’accusa sarebbe stata sostenuta anche mediante materiale intimo depositato presso le autorità egiziane; in Italia sono stati aperti procedimenti collegati che comprendono accuse di revenge porn e altri reati contestati all’ex marito.
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La donna ha sempre negato di aver commesso l’adulterio, ma il 19 febbraio scorso un tribunale egiziano l’ha condannata a sei mesi di carcere. Una sentenza che rischiava di avere conseguenze dirette anche sulla causa parallela per l’affidamento della bambina.
Il ricorso e la conferma della condanna
Ad aprile 2026 la Corte d’Appello egiziana ha confermato la condanna a sei mesi. La sentenza deriva sempre dalla denuncia presentata dall’ex marito. La conferma della condanna ha aumentato le preoccupazioni della donna e dei suoi legali riguardo alla possibilità di perdere la custodia della figlia.
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La causa per l’affidamento della figlia
Il nodo centrale della vicenda resta l’affidamento della bambina. In precedenza, un tribunale egiziano aveva addirittura disposto in primo grado l’affidamento alla nonna paterna, ma la minore è rimasta con la madre durante i successivi sviluppi giudiziari. Senza esito, invece, gli appelli dei familiari per farla tornare in Italia e i tentativi delle autorità italiane per ottenere la sua estradizione.
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