EssilorLuxottica porta la produzione di occhiali intelligenti anche in Italia

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EssilorLuxottica porta la produzione degli occhiali intelligenti anche nello storico polo produttivo di Agordo, in provincia di Belluno (Veneto). Oggi, martedì 9 giugno, il gruppo guidato e presieduto da Francesco Milleri ha annunciato con i sindacati – Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil – l’introduzione in via sperimentale delle prime linee produttive per realizzare i dispositivi wearable a partire dalla seconda metà dell’anno. Per poi avviarle nello storico stabilimento entro l’inizio del 2027.

L’iniziativa prenderà piede grazie a «un importante investimento in impianti, macchinari e persone per realizzare la sperimentazione si inserisce all’interno del percorso avviato dal gruppo e dalle organizzazioni sindacali con il contratto integrativo aziendale e con il successivo accordo programmatico dello scorso settembre», si legge in una nota congiunta di Essilux e sigle sindacali.

Milleri: “Progetto ambizioso”

Alla base, continuano, c’è la «volontà di mantenere il ruolo di hub di innovazione degli stabilimenti italiani nell’accompagnare l’evoluzione dell’occhiale verso nuove esperienze d’uso e sostenere lo sviluppo di un ecosistema produttivo solido, competitivo e orientato al futuro».

Come spiega l’ad e presidente Milleri, quella di convertire un’intera area produttiva del sito di Agordo (dove lavorano oltre 10 mila persone) «è una scelta strategica e industriale di grande valore per il gruppo e per il territorio. È un progetto ambizioso, che richiede competenze, una filiera solida e un ecosistema capaci di sostenere innovazione, qualità e rapidità di esecuzione. Siamo convinti che questa scommessa si può vincere solo attraverso una forte sinergia tra tutte le parti coinvolte – azienda, persone, organizzazioni sindacali e istituzioni – per costruire intorno ai nostri stabilimenti un sistema integrato che metta a fattor comune tecnologie, talenti e supply chain, rafforzando ulteriormente la nostra leadership in un settore ad altissimo potenziale».

I sindacati: “Segnale importante”

«Si tratta di una scelta che conferma come innovazione, ricerca e manifattura avanzata possano e debbano trovare spazio nel nostro Paese. La sfida ora è accompagnare questa transizione con investimenti continui sulle persone, sulla formazione e sulla qualità del lavoro, affinché lo sviluppo tecnologico produca crescita industriale e sociale per tutto il territorio», commentano Marco Falcinelli, Sebastiano Tripoli e Daniela Piras, rispettivamente segretari generali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil.

«Un segnale importante contro le logiche di delocalizzazione e a favore di una politica industriale che rimetta al centro il lavoro, le competenze e la capacità manifatturiera del nostro Paese, consolidando il ruolo strategico degli stabilimenti italiani del gruppo. Continueremo a sostenere un modello di sviluppo che coniughi innovazione, occupazione stabile, partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori e rafforzamento del tessuto produttivo nazionale», aggiungono i segretari nazionali Sonia Tosoni di Filctem Cgil, Raffaele Salvatoni e Ivano Dalla Brea di Femca Cisl e Livia Raffaglio di Uiltec Uil.

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