F1, Antonelli cala il poker: vittoria anche in Canada. Secondo posto per la Ferrari di Hamilton

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E ora chi lo ferma questo Andrea Kimi Antonelli? Poteva farlo George Russell in Canada, ma nel GP delle emozioni a non finire, al termine di un duello fatto di sorpassi e controsorpassi, il britannico si è fermato dopo una trentina di giri, lasciando campo libero al talento di Bologna, che dalla Cina non si ferma più ed è al quarto successo di fila nel normale GP. Prima della definitiva testa della gara presa, Kimi non si era mai scollato da George, rimanendo sempre sotto il secondo, e in alcune occasioni lo aveva anche superato, sfruttando gli errori del britannico al «tornantino» del terzo settore: «Con George è stata una gara divertente, non è stato semplice col vento, eravamo vicini poi peccato quel guasto, sarebbe stata una bella battaglia. Quando ero da solo ho gestito le gomme perché avevo graining».

E pensare che Kimi in precedenza aveva anche sudato freddo, finendo — nel primo sorpasso di Russell — con entrambe le gomme sinistre sull’erba e quasi a muro, tanto da essere costretto a uno spiattellamento. Poi però, sul più bello, la centralina della Mercedes di George è andata in frantumi: uno zero in classifica che pesa tantissimo in ottica Mondiale (131 Antonelli, 88 Russell) prima del prossimo appuntamento di Montecarlo. Sorprendente questo ritiro per il britannico, che per tutto il weekend aveva dimostrato un ritmo superiore — conquistato entrambe le qualifiche e la Sprint dei «nervi» con Antonelli — su una delle sue piste favorite, e sembrava pronto ad accorciare sul talento di Bologna. Una grande delusione per lui, che a parole per tutto l’inverno ha «snobbato» il suo compagno di box e ora si trova a fare i conti con un talento che, al secondo anno di F1, potrebbe coronare il sogno di più dolce di tutti, quello del titolo Mondiale, su una Mercedes che al momento non ha rivali.

Degli altri, se la godono Red Bull e Ferrari, inaspettatamente davanti sfruttando il disastro strategico della McLaren, sicura seconda per tutto il weekend prima del patatrac nel GP. Quella di Lewis Hamilton è probabilmente la gara più bella in Ferrari, al di là del podio in Cina. Sempre forte per tutto il weekend, si prende con merito il 2° posto dopo un duello super nel finale contro Max Verstappen (3°), che lo aveva passato a inizio gara per una improvvisa perdita di potenza del motore di Lewis: «Grazie a tutti, keep pushing», dice via radio, di gioia, l’inglese. Che bello il duello tra i due iridati, quasi è sembrato essere ripiombati al 2021. Per lo meno l’olandese può consolarsi tornando sul podio (il primo di stagione), dopo che poche ore prima aveva attaccato la F1: «Se cambiano le regole nel 2027 (la ripartizione 60-40% motore termico ed elettrico, ndr), me ne vado».

Per Maranello è un bel risultato, forse inaspettato, considerando che su questa pista la SF-26 pativa molto i cavalli sul dritto, con la speranza ora che l’Aduo — il sistema regolamentare che concede benefici ai motoristi più indietro in pista, con aggiornamenti aggiuntivi —, pronto a entrare dopo il Canada, aiuti la power unit di Maranello. Fuori dal podio Charles Leclerc (4°), che ha sempre viaggiato a un ritmo inferiore di Lewis su una pista non delle sue preferite. Costretto agli straordinari dopo che, nel doppio pit-stop Ferrari, si era ritrovato dietro alla Red Bull di Isack Hadjar (5°) — 10 secondi di penalità per lui, colpevole di aver cambiato direzione più di una volta per difendersi dal monegasco —, poi superato nel rettilineo pre-chicane del «Muro dei campioni». Hanno chiuso la top-10: Franco Colapinto (6°), Liam Lawson (7°), Pierre Gasly (8°), Carlos Sainz (9°) e Ollie Bearman (10°).

Gara disastrosa per la McLaren, che ha sbagliato al via la scelta delle gomme — le intermedie per i due piloti, con pista quasi asciutta dalla pioggia, mente tutte le principali rivali avevano scelto le Soft — e poi si è trovata a richiamare entrambi per diversi problemi capitati in pista. Oscar Piastri (11°) ha tamponato Alexander Albon, sventrando tutta la fiancata della Williams tanto da costringerlo al ritiro. Lando Norris si era trovato avanti al via, poi ha cambiato le gomme al terzo giro ed è finito nelle retrovie, richiamato prima ai box per «problemi di affidabilità» e poi costretto al ritiro ai tre-quarti di gara con il cambio rotto.

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