Mancato sgombero dello Spin Time, Viminale condannato a pagare un risarcimento da 21 milioni

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Il Viminale è stato condannato dal Tribunale di Roma a un risarcimento di oltre 21 milioni di euro per il mancato sgombero dello Spin Time. La somma sarà dovuta alla proprietà dell’immobile di via Santa Croce in Gerusalemme a Roma. Ex sede dell’Istituto nazionale di previdenza e assistenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica (Inpdap) il palazzo di sette piani è occupato dal 2013 dai movimenti per la casa.

Finito da tempo nella lista degli sgomberi previsti dal ministero dell’Interno, insieme ad altre occupazioni come Casa pound, il palazzo è oggi abitato da circa 400 persone, tra cui 107 minori. E secondo diversi ricercatori rappresenta un modello di rigenerazione urbana. Per il giudice che ha emesso il provvedimento si tratta però «di un’occupazione illecita posta in essere da soggetti terzi». Va dunque valutato «il danno derivante dalla mancata esecuzione del sequestro preventivo» che ricade sull’amministrazione dell’Interno. In sostanza, come si legge nella sentenza, per il giudice della II sezione civile del tribunale capitolino «il ministero dell’interno deve rispondere dell’omessa esecuzione del provvedimento di sequestro emesso dall’autorità giudiziaria, essendo le forze di polizia incaricate dell’esecuzione, con la precisazione che quest’ultime, pur se funzionalmente dipendenti dall’autorità giudiziaria, sul piano amministrativo sono riconducibili al ministero dell’interno».

Proprio per la minaccia incombente di sgombero un mese fa davanti allo stabile è stata organizzata una mobilitazione di movimenti e cittadini. Diversi volti noti dello spettacolo e della letteratura hanno portato il loro sostegno agli occupanti e lanciato un appello per chiedere che non venga evacuato. Tra i firmatari anche Sabina Guzzanti, che a Spin Time ha dedicato un documentario.


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