La storia del sindaco veneto eletto anche grazie ai voti ricevuti dal suo cane

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PORTO VIRO (ROVIGO). Vedersi soffiare la possibilità di diventare sindaco del proprio Comune per appena sette voti farebbe imbizzarrire chiunque. Figuriamoci se, in tre delle sette schede in questione, gli elettori hanno avuto l’ardire di indicare il nome “Thor” come preferenza: non il soprannome con cui è noto l’altro candidato (magari!), bensì il nome del suo cane, mascotte della sua campagna elettorale social.

Inutile dire che la vicenda è proseguita per carte bollate. L’esito? Ha vinto il cane. «Ha vinto Thor» per dirla con le parole esatte della rappresentante di lista impegnata allo scrutinio, sorpresa dalle continue preferenze assegnate al quadrupede. Tutto nero su bianco nella sentenza del Consiglio di Stato, pubblicata lunedì scorso. E che, sì: dà ragione a Thor. Assegnando al cane la preferenza – sostengono i giudici – gli elettori volevano chiaramente accordare il proprio voto al suo “padrone”.

Questa bizzarra vicenda avviene a Porto Viro, provincia di Rovigo, all’indomani delle dimissioni dell’allora sindaca Valeria Mantovan, meloniana, nel frattempo nominata nella giunta regionale. A fronteggiarsi, il candidato di centrodestra Stefano Permunian e, dall’altra parte, Mario Mantovan (stesso cognome: altro scherzo di questa storia).

Apriamo la sua pagina Instagram e vediamo il suo piccolo Thor – un Jack Russell – destreggiarsi tra i sacchi della spazzatura gettati a terra, mentre il sindaco scrive: «Non vogliamo più vedere questa versione di Porto Viro». O, ancora meglio, guardare il municipio del Comune, con ancora accanto la scritta “Se io fossi un amministratore”. Insomma, uno sparring partner degno di un ruolo nell’esecutivo cittadino. Così devono avere pensato gli elettori di Porto Viro, che hanno deciso di premiare la sua presenza in città.

Permunian, comprensibilmente, ha chiesto il riconteggio delle schede e si è rivolto alla giustizia amministrativa. Il Tar del Veneto gli ha dato torto. E adesso arriva la parola fine, scritta dal Consiglio di Stato. E quindi, sì: ha vinto Thor.


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