È avvolta nel mistero la morte di Guglielmo Gatti, l’uomo condannato all’ergastolo per uno dei più efferati delitti della storia bresciana. Nell’estate del 2005 aveva ucciso e fatto a pezzi gli zii Aldo Donegani, 77 anni, e Luisa De Leo, 61 anni. Gatti è morto nel carcere milanese di Opera tre anni fa, ma nessuno sapeva niente.
La scoperta del decesso tre anni dopo la morte
A scoprirlo è stato il Giornale di Brescia, che aveva chiesto un’intervista televisiva a Gatti. Il giornale lombardo racconta che gli atti giudiziari riportano: «Data uscita dal carcere 15-06-23. Motivo: decesso». Una notizia che ha colto di sorpresa anche il suo storico avvocato, Luca Broli che ha detto di non essere stato avvertito dal carcere.
La sepoltura anonima al cimitero Maggiore di Milano
Il decesso di Gatti risale al 15 giugno 2023, un mese prima di compiere 59 anni. Secondo quanto ricostruito, l’uomo sarebbe sepolto al cimitero Maggiore del capoluogo lombardo in una fossa del campo inumativo senza lapide, ma con una croce e un numero di riferimento del registro dei decessi del Comune di Milano. Secondo l’avvocato Broli, nessuno si sarebbe interessato alla sua sepoltura. Prima dell’omicidio, Gatti aveva già perso i genitori e i suoi due parenti più stretti erano gli zii che aveva poi ucciso con conviveva. «L’unico che aveva dimostrato interesse per Guglielmo era il cugino Giovanni – spiega Broli al Giornale di Brescia –. Che è venuto a mancare nel giorno dell’udienza in Cassazione».
In questi anni di detenzione, Gatti ha interrotto i contatti con l’esterno, rifiutando anche l’ipotesi di una richiesta di revisione del processo. Nell’agosto del 2025 avrebbe potuto godere della semilibertà. Ma era già morto. Ora l’avvocato vorrebbe capire le cause del decesso.
Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it




