Après-ski da Olimpiadi a Milano, dai grattacieli alle baite urbane: gli indirizzi da non perdere

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Milano-Cortina: tre fermate di metro. Altro che 2 ore 54 minuti e 27 secondi come il Dogui in “Vacanze di Natale” dei Vanzina. Dopo aver esportato il format dell’aperitivo in montagna, l’après ski contagia anche Milano. Ebbene sì, a volte ritornano. D’altronde, la città che ha inventato l’aperitivo, in tempi di Giochi invernali non poteva lasciarsi sfuggire l’occasione di rilanciare l’après-ski urbano tra i grattacieli, che è poi la versione olimpica dell’happy hour. Un fenomeno di costume che nell’ultimo decennio, grazie al target dei 18-35enni, sulle Alpi è cresciuto fino a diventare un business a sette e otto zeri.

Settimana scorsa al cocktail party per festeggiare il primo anno di vita del Lubna, c’era addirittura la neve finta che pioveva dal cielo, e il deejay agghindato come Marco Odermatt: giaccavento e maschera da sci in testa. Per gli ospiti, il dress-code era: ski-chic, ovvero abbigliamento come a Natale a Cortina o Courmayeur: piumini, montoni, panta di velluto e doposci.

Ma ormai in città è après-ski manìa. Tutti lo fanno, tutti lo cercano. La libidine è qui: sole, whisky e sei in pole position. In queste settimane di ordalia olimpica, bar, ristoranti e persino hotel della città si sono inventati menu e allestimenti da cinepanettone: Negroni a cinque cerchi, merende artiche e twist di bombardini che neanche al SuperG di Courma o Campiglio. Non solo: da Brera al Quadrilatero, a vedere come sono arredati i locali sembrano baite o stube sulle Dolomiti anziché club sotto la Madunina, tra abeti innevati, plaid e tappeti in ecopelliccia.


Se al Tibi in zona Garibaldi, tutti i mercoledì di febbraio si balla in tuta da sci con dj-set Ottanta di #Eranoavanti, il Dry Milano per le settimane di festa olimpica si è inventato i “Giochi di gusto”: «Abbiamo lanciato un temporary menu con cinque pizze ispirate a ciascuno dei continenti – spiega Edris Al Malat, manager del cocktail bar e pizzeria di culto in via Solferino –. Pizza Pepperoni per l’America, al curry e curcuma per l’Asia, e così via. In più abbiamo creato anche dei nuovi cocktail dal colore olimpico: rosso quello europeo ispirato a Spritz e Negroni sbagliato; verde quello fruttato australiano a base di vodka, soda di mela ed eucalipto; nero il Daiquiri africano preparato con rum infuso con carbone e cordiale di baobab e zucchero moscovado».


Persino un avamposto cultural-agricolo come la Cascina Cuccagna si è trasformata per l’occasione in un rifugio, anche se a due passi dalla Circonvalla. In cartellone «un ricco palinsesto di eventi gratuiti tra musica, fotografia e convivialità, pensato per vivere lo spirito olimpico con leggerezza, come in montagna». Si parte oggi, 6 febbraio, con l’invito «a presentarsi vestiti da sci per brindare ai Giochi e all’inaugurazione di una mostra fotografica realizzata con l’Istituto italiano di fotografia». Ogni giorno fino alla fine dell’Olimpiade sono inoltre previsti dj-set, après-ski e proposte gastronomiche ispirate alla tradizione alpina.


Ma non solo bar e locali sono saltati sul carro olimpico. L’après-ski alpino ha conquistato anche alberghi e ristoranti. Per esempio quelli della catena Planetaria Hotels (Château Monfort, Indigo ed Enterprise), che si sono reinventati dei campi base in the city. Tutte le sere all’ora del vespro fino al 22 febbraio, in tutte e tre le strutture va in scena l’Après-ski social club, a base di cocktail, bombardini e dj-set dal vivo.

Più o meno lo stesso format di Speronari Suites e dell’annesso ristorante El Porteño, a due passi dal Duomo. Ogni sera durante i Giochi rievocano l’atmosfera di uno chalet con l’aperitivo alpino con vin brulé e bombardino rivisitati in chiave milanese, accompagnati da finger food montagnino.

Ancora più esclusiva l’“Arctic Merenda” dell’Hotel Four Seasons, l’albergo di lusso in via Gesù. Una golosità proposta in due versioni: dolce a base di cioccolato fondente oppure salata con fonduta di formaggio di malga (prezzo: 65€ a coppia), da abbinare a cocktail e bevande invernali creati per l’Olimpiade: dal Bombardino Flip al Cortina Express.

Per chi infine non sa rinunciare all’aperitivo ma neanche al panettone, l’indirizzo giusto è il milanesissimo Vergani in Porta Romana. Ogni giovedì e venerdì, dalle 18 alle 20, viene proposto un un après-panetùn con cocktail accompagnati dal lievitato meneghino con uvette e canditi servito con creme di verdure, focacce, olive e formaggi. Taaac.

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