La disperazione della madre: “La mia povera Zoe non doveva finire così”

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«Non doveva finire così per la mia povera Zoe, è una ragazza bravissima, lavorava si dava da fare». Lo dice Mariangela, la madre di Zoe Trinchero, ragazza di 17 anni uccisa e gettata nel Rio a Nizza Monferrato nella notte di sabato 7 febbraio. «Ieri sera – prosegue la donna – è uscita dal lavoro e si è incontrata con alcuni amici. Io adesso non sono ancora nulla, nessuno mi ha detto niente su quello che è successo: non ho tante versioni. So che gli amici l’hanno soccorsa. Doveva tornare a casa, ha incontrato un ragazzo che ha dato più versioni di questa storia».

Maurizio, il barista che l’ha assunta un paio di mesi fa, proprio ieri sera stava discutendo con lei del rinnovo del contratto e racconta che Zoe era una bravissima ragazza: «Era molto cordiale con i clienti e si faceva voler bene da tutti. L’ho vista alle nove uscire. Ha fatto le ultime battute con i clienti e ci siamo lasciati dicendoci “ci vediamo domani”».


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