Il Superbowl LX finisce a Seattle, i Seahawks rimettono le mani suo trofeo per la seconda volta nella storia. L’ultima fu nel 2014. Partita a senso unico, con i primi due quarti monotoni a segnare un leggero vantaggio di Seattle sui New England Patriots, una delle più celebri e vincente franchigie d’America. Poi dopo l’halftime la svolta, Seattle accelera, azzecca tre touchdown di fila e soffoca i Patriots con quella che è stata una delle migliori performance difensive di sempre. Finisce 29-13.
La partita è il cuore, l’evento che incolla un americano su tre davanti ai televisori e spinge il Paese a ritrovarsi in Watch Party, bere birra, salsicce e pizza, anche quest’anno secondo le ricerche il piatto più ordinato.
Ma dietro le corse e i lanci c’era soprattutto attesa per l’esibizione di Bad Bunny, artista di Porto Rico, nell’halftime. Prima volta di un cantante che si esprime solo in spagnolo al Superbowl e mare di critiche per questo invito – 4 mesi fa – da parte della NFL. Un oltraggio per la Casa Bianca che poco dopo la fine della performance ha rilanciato su X l’immagine di quando Trump siglò un ordine esecutivo dichiarando l’inglese lingua ufficiale degli Stati Uniti.
In un decennio Bad Bunny – nome d’arte di Benito Antonio Martínez Ocasio – ha scalato le vette della musica diventando il volto più popolare della musica latina nonché uno dei più ascoltati artisti del mondo. Non è si è mai tirato indietro dalle diatribe politiche diventando uno dei critici più seguiti delle politiche sull’immigrazione di Trump.
Ieri sera ha guadagnato quello che secondo gli americani è il simbolo della riconoscibilità e della fama: i 20 minuti di show in mezzo alla finalissima di football.
Domenica scorsa durante la cerimonia dei Grammy, Bad Bunny aveva attaccato le deportazioni dell’ICE. Ieri sera non c’è stato un riferimento alle deportazioni, la sua performance è parsa più un inno alla gioia, e un’esaltazione della diversità nell’unità del continente americano.
Con lui due ospiti a sorpresa: Lady Gaga – che ha cantato in inglese – e Ricky Martin, che fu fra i primi oltre due decenni fa a fare da ponte, mescolando generi e aprendo la strada a quello che sarebbe diventato nel 2016 Bad Bunny.
L’artista ha cantato la sua Porto Rico in La Casita dove c’è stato il cameo di Cardi B, Pedro Pascal, Jessica Alba, Alix Earle. Poi in “Io che Que le Pasò a Hawaii” (canzone sua ma cantata ieri da Ricky Martin) è stato evocato il timore che come le celebri isole Porto Rico possa smarrire la sua identità; Bad Bunny ha accennato alla sua vittoria al Grammy consegnando il premio a un bimbo come un gesto di ispirazione; ha cantato la New York dei latinos in un Verano in Nueva York, che ha visto come protagonista la proprietaria del Tonitas Social Club di Brooklyn. Imponente la scenografia fra 380 persone trasformate in canne da zucchero, un matrimonio che si è poi scoperto essere stato officiato veramente.
Un caleidoscopio di immagini, coreografie, riferimenti per esaltare la cultura e l’identità latinos. Con un finale in crescendo nel quale dopo aver pronunciato God Bless America ha elencato – in spagnolo – tutti gli Stati dell’America Latina e centrale arrivando poi al Nord, al Canada e agli Usa, invocati in inglese, prima di giungere alla metà, il touchdown del football e scagliare a terra il pallone con il suo cognome, Ocasio e la scritta Insieme siamo l’America, stampato, e dire “Siamo ancora qui”. Sullo sfondo il cartello: “L’unica cosa più forte dell’odio è l’amore”.
Pochi minuti dopo la fine dell’halftime, Donald Trump ha emesso il suo giudizio con un lungo post su Truth, definendo lo show “assolutamente terribile”, uno dei peggiori. L’ha definito un affronto alla Grandezza dell’America. “Nessun capisce una parola che questo tizio dice, la danza è disgustosa, specialmente per i bambini che stanno guardando in tutti gli Usa”, ha detto Trump dicendo che lo show “è uno schiaffo al nostro Paese”. L’halftime è finito, ma lo scontro culturale sull’identità americana sembra ancora in pieno svolgimento.
Per quanto riguarda il Superbowl, la prossima edizione cadrà nel giorno di San Valentino. E il Wall Street Journal ieri già ironizzava sul dilemma degli uomini americani: uscire con la fidanzata o una birra davanti al televisore?
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