Droga della risata, è allarme protossido di azoto. Scattano i primi divieti

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MILANO. Droga della risata, del palloncino, dei poveri. Tutte definizioni di una stessa sostanza, sempre più popolare: il protossido di azoto, formula chimica N2O. E mettendoli tutti insieme, questi soprannomi, si può capire il perché di questa rapida diffusione. Nato e utilizzato in ambito medico come anestetico, specie in pediatria, il “gas esilarante” quando inalato per bocca o narici provoca un momentaneo stordimento e una sensazione di euforia. Per farne uso è sufficiente sfruttare, appunto, un palloncino oppure delle bombolette. E basta digitare il nome della sostanza nella barra di ricerca di Google o Amazon per acquistarla a poco prezzo. Se non la si vuole ordinare online, si può trovare anche nei supermercati: è lo stesso gas usato nei sifoni per la panna montata.

Già nel 2022, il Centro di monitoraggio europeo sulle droghe e sulle dipendenze, aveva definito l’uso ricreativo del protossido di azoto una «preoccupazione crescente per l’Europa». L’allarme è arrivato anche in Italia. Molte segnalazioni arrivano dalla Lombardia, dove già due Comuni hanno preso provvedimenti per ridurre l’uso della sostanza. Il primo a muoversi è stato Antonio Romeo, sindaco di Limbiate, provincia di Monza e Brianza. Ha infatti firmato a inizio anno un’ordinanza che vieta la detenzione e l’utilizzo di protossido di azoto in tutte le aree pubbliche, con particolare riferimento ai parchi e alle zone limitrofe alle scuole. «Non è solo un atto burocratico, ma una testimonianza di attenzione verso i nostri ragazzi e le loro famiglie», aveva affermato Romeo durante un incontro con i cittadini sul tema. E lo stesso provvedimento lo ha firmato il sindaco di Gardone Val Trompia, Giuliano Brunori, prevedendo sanzioni amministrative da 25 a 500 euro per i trasgressori.

La breve durata dell’effetto stordente potrebbe far pensare a conseguenze meno gravi per la salute. Il rischio che si corre per provare quella breve risata o attimo di gioia, in realtà, è alto. «In ambito medico, il protossido di azoto è miscelato con l’ossigeno. Le bombolette in circolazione invece ne hanno poco e questo comporta, in chi fa uso della sostanza, l’ipossia e la perdita dei sensi», spiega Guido Mannaioni, presidente della Società Italiana di Tossicologia Sitox. Anche se questi casi spesso non raggiungono il pronto soccorso, inizia a esserci una più ampia conoscenza sulle principali problematiche legate all’abuso di N2O, sottolinea Mannaioni: «Abbiamo testimonianza dei cosiddetti “morsi da freddo”. Trattandosi di un gas sotto pressione, quando tende a espandersi si raffredda molto e può causare lesioni da bruciatura, specie alle labbra al momento dell’inalazione». Esistono poi delle conseguenze a lungo termine in seguito ad un uso cronico e prolungato. Come, ad esempio, la riduzione nel corpo della vitamina B12, che può portare a un’anemia megaloblastica o a disturbi neurologici importanti.

L’effettiva diffusione del fenomeno, secondo Mannaioni, potrebbe essere sottostimata: «Questa sostanza è un gas, quindi il tempo che occorre perché la sua concentrazione nel sangue si riduca è molto breve. È difficile individuarlo anche perché non rientra negli esami standard che si fanno a chi, ad esempio, fa un incidente in macchina perché sviene».

Qualche segnale, però, del suo impatto sul territorio è tangibile. Ornella Pozzoni, referente del gruppo Plastic Free Brianza, spiega che nelle ultime settimane il numero di bombolette raccolte da lei e altri volontari per strade e parcheggi è in costante aumento. «Non sono episodi isolati, ma sintomi di un disagio sociale tra i giovani. A ogni raccolta trovo almeno due bombolette, l’ultima volta erano oltre una dozzina. Le rinveniamo spesso in posti isolati, dove probabilmente i ragazzi parcheggiano la macchina, per poi gettare tutto in strada», racconta Pozzoni.

A preoccupare è la forte dipendenza psicologica che può creare una sostanza così facile da reperire. Motivo per cui già altri Paesi europei si sono mossi per porre un freno al suo proliferare: il governo del Regno Unito ha deciso di rendere illegale il possesso e il consumo di gas esilarante per scopi ricreativi. Lo stesso hanno fatto i Paesi Bassi. In Francia, si è parlato di inserire il protossido di azoto nella lista delle sostanze stupefacenti dopo che tre ragazzi, tra i 14 e i 19 anni, sono morti in un incidente stradale. Il guidatore è sbandato dentro la piscina di una casa privata: i tre, intrappolati, sono morti annegati. Nell’auto sono state trovate diverse bombolette e il conducente è poi risultato positivo al test.

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