Minaccia anarchica: “Fuoco ai Giochi”. Aska torna in piazza

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ROMA-TORINO. Askatasuna rilancia la lotta e allarga il campo di battaglia: «Opposizione sociale al governo e contro le guerre», contro «la repressione del dissenso». Una risposta a chi credeva che la guerriglia del 31 gennaio a Torino, in solidarietà della casa dell’Autonomia sgomberata dopo anni di lotte (e un accordo di legalità violato), fosse la fine di una realtà.

Le date degli appuntamenti ci sono già: il 21 e 22 febbraio a Livorno per contarsi e confrontarsi in vista della manifestazione del 28 marzo a Roma, dove Aska & co partecipano allo spezzone sociale. «Aska rimane», dicono. Un brand. Capace, chissà, di riunire le varie anime dell’autonomia. Troppo presto per le valutazioni. Il Viminale monitora e dal governo sanno che i prossimi cortei saranno considerati un test per il pacchetto sicurezza.

Askatasuna: “Il 28 marzo di nuovo in piazza contro il governo”

Gli scontri a Torino, i tafferugli a Milano, i sabotaggi sulla linea ferroviaria alla Vigilia delle Olimpiadi con la rivendicazione anarchica di «fuoco ai Giochi»: questi i temi al centro della cronaca e della discussione politica. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi in tv li analizza uno ad uno. Parte dai militanti di Aska e finisce a parlare dell’assalto alla Cgil nel 2021 dei militanti di estrema destra: «All’epoca ero prefetto di Roma e ci sono state condanne importanti. È evidente che c’è una disparità di trattamento, almeno nell’evidenza fattuale. Quel fatto fu gravissimo, anche per la potenzialità evocativa». Qui «hanno assaltato La Stampa e fatto quel che hanno fatto. Non vorrei che dietro ci fosse una differenziazione a seconda della colorazione delle manifestazioni». Torino, Milano, Bologna sono fatti slegati? «Se c’è una regia unica lo diranno gli inquirenti. C’è però una convergenza verso un unico obiettivo». Il titolare del Viminale torna a ribadire: «L’obiettivo per qualcuno è arrivare alla resa dei conti con lo stato democratico, realizzabile con il rovesciamento del governo Meloni».

Gli antagonisti assaltano la redazione de La Stampa: l’irruzione, le scritte i danni

Torino, dunque, dove in piazza c’erano 20mila persone. «L’ho detto e lo ripeto: avete fatto da scudo a dei criminali. Se si guardano i tempi, gran parte della manifestazione si è svolta nella parte finale, dove sono stati gli incidenti». Askatasuna ora rilancia. E Fratelli d’Italia interviene sui social: «Sinistra, siete pronti a sfilare di nuovo accanto ai violenti? Per una volta, scegliete di stare dalla parte dello Stato e di chi lo difende». E l’attacco è in particolare agli esponenti di Avs che a Torino sono scesi in strada nello spezzone pacifico del corteo.

Sulla sicurezza c’è poi un altro fronte aperto che riguarda i sabotaggi alla linea ferroviaria a Bologna e Pesaro alla vigilia delle Olimpiadi Milano – Cortina. Ieri, su alcuni siti di area, gli anarchici hanno pubblicato un lungo documento dal titolo: «Chi sabota è nemico dell’Italia». Una sorta di rivendicazione. «Questi Giochi – scrivono – non potevano iniziare in maniera migliore». Come in Francia nel 2024, «fuoco alle Olimpiadi e a chi le produce». Immediato il post del ministro dei Trasporti Matteo Salvini che su X annuncia: «Faremo di tutto per chiudere i covi di questi criminali, per inseguire e stanare questi delinquenti ovunque si nascondano, per mettere in carcere loro e contrastare chi li difende. Evviva le Olimpiadi».

Le indagini della procura di Bologna sono in corso. E il ministro Piantedosi sottolinea: «Incidere sulla linea ferroviaria crea il rischio di deragliamenti. Questo è uno dei temi che qualcuno di questi personaggi persegue. Sono fenomeni in crescita negli ultimi tre anni».

La sicurezza continua ad essere centrale nello scontro tra maggioranza e opposizione e, dal campo progressista, a far sentire la propria voce sulla questione è la sindaca di Genova Silvia Salis che propone un «grande patto per la sicurezza urbana che smetta di usare i sindaci come bersaglio e inizi a considerarli alleati. Servono risorse e coordinamento». Plauso dei riformisti Dem e Italia Viva. Ribatte FdI: «Propaganda».

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