“Mare fuori 6” punta sulla forza delle madri

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Sei stagioni in sei anni, 490 milioni di visualizzazioni e una platea di appassionati composta, al 50%, da under 35. Il fenomeno Mare fuori sta tutto qui, in questo miracolo in streaming, che Viale Mazzini è decisa a replicare. Il 18 febbraio arriva su RaiPlay lo spin off Confessioni, poi dopo Sanremo sarà la volta della sesta stagione di Mare fuori, rilasciata in due blocchi il 4 e 11 marzo, dopodichè la serie sbarcherà in tv su Rai2. «Stiamo già scrivendo la settima e l’ottava stagione», annuncia il produttore Roberto Sessa, ricordando anche l’opzione per adattare il format in Usa e il remake spagnolo, già in cantiere. «La serie è un laboratorio creativo».

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Poco importa se l’anno scorso il film Io sono Rosa Ricci non abbia fatto faville al cinema: si tira dritto, scommettendo tutto sul carisma delle donne. Accanto alla confermatissima Rosa Ricci (Maria Esposito), l’antagonista è una spietata Carmela, la cui sete di potere la porterà a disconoscere qualunque legame. «È un’anima nera errante che perde la sua umanità – spiega l’interprete Giovanna Sannino – l’ultimo briciolo è attaccato al suo essere madre».

Proprio loro, le mamme, sembrano essere le grandi eroine della stagione: la madre di Rosa Ricci (Antonia Truppo) avrà un ruolo centrale nel dimostrare alla figlia che si può essere liberi; la direttrice dell’Ipm Sofia (Lucrezia Guidone) entrerà in crisi dopo la fuga della figlia con i due «milanesi», mentre in carcere ci sarà un inaspettato fiocco rosa. Questa linea narrativa prenderà molto spazio, dando un’impronta pro life alla serie. Nonostante le reticenze della ragazza, nessuno cita mai la possibilità di abortire e in compenso si sviscerano tutti i buoni motivi per cui tenere il bambino: «Per fare un figlio non bisogna essere pronti». Lo sceneggiatore Maurizio Careddu spiega: «Nessuna strategia, le scelte le fanno i personaggi, non gli sceneggiatori che pensano all’impatto politico delle storie. Abbiamo voluto raccontare sia i timori della ragazza che l’entusiasmo del padre perché è reale. La maggior parte dei ragazzi che stanno negli Ipm sono padri:un figlio dà lo slancio per superare le difficoltà».

Se c’è una volontà politica è sottolineare che «chi sbaglia ha sempre una possibilità per cambiare. Qui sta anche la differenza tra noi e Gomorra: non idealizziamo il male, ma rappresentiamo il bene». Da qui la scelta di non riportare in vita Ciro, sebbene il personaggio di Giacomo Giorgio sia ancora oggi il più amato: «un cattivo che ha successo era un modello negativo». Quanto invece ad Artem, che interpreta Pino O’pazzo, è ancora in partita: com’è noto l’attore sta attraversando un momento difficile, tanto da essere stato ricoverato in ospedale quest’estate. «È un ragazzo da amare e da proteggere» spiega il produttore. Tra le new entry spicca la figlia di Bocelli, Virginia: «Interpreterò Stella, una ragazza che arriva da lontano: in carcere è sola, ma l’amicizia l’aiuterà a crescere». Ovviamente a ritmo di musica.


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