Centinaia in piazza questa mattina per il corteo «Innamorati di Torino», la manifestazione dei metalmeccanici promossa dalla Fiom, a cui partecipano anche altre sigle sindacali tra cui Fim e Uil.
In prima fila, dietro lo striscione che apre un corteo, il sindaco Stefano Lo Russo e diversi primi cittadini della cintura torinese. Poi l’assessore regionale di FdI Maurizio Marrone.
Il corteo è partito da piazza Arbarello in direzione piazza Castello, dove parlerà il segretario della Fiom torinese Edi Lazzi. «Torino ha una storia industriale importante, che ha portato benessere, crescita e conoscenza alla città – è stato detto al microfono in apertura di manifestazione -: non ci possiamo permettere di perdere tutto questo a causa della crisi dell’auto. Torino deve continuare ad essere una città industriale».
LAVORO
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L’appello del sindaco
«Siamo qui oggi a piazza a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori per testimoniare la vicinanza della città e il sostegno a una questione importante per questo territorio – ha detto il sindaco Lo Russo -. Occorre cambiare rapidamente passo con azioni intense». Con lui i sindaci di altri Comuni dell’hinterland torinese: «Dobbiamo avere un tavolo in cui il governo metta in campo strumenti concreti – prosegue Lo Russo – per fare in modo che un processo di reindustrializzazione avvenga quanto prima. Questo va a tutela dei lavoratrici e lavoratori e dello sviluppo di questo territorio. Ci sono tutte le condizioni. Sono qui con altri sindaci perché è una questione prioritaria per il futuro di questo territorio e quindi anche per il Nord-Ovest e per l’intero Paese».
Un momento del corteo (foto Alberto Giachino / Repoprters) 

I sindacati
«È una giornata molto importante per Torino e per il Paese perché abbiamo la necessità di coinvolgere la società, la cittadinanza, perché dobbiamo avere tutti la consapevolezza che in Italia stiamo perdendo un settore strategico industriale fondamentale che è l’automotive – sottolinea Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile del settore mobilità -. Tra i settori strategici del nostro Paese, come il siderurgico e l’elettrodomestico, l’automotive ormai da anni è in una crisi molto pesante e quindi è chiaro che continuiamo a chiedere a Stellantis di assumersi le sue responsabilità». «”Stellantis – prosegue Lodi – sta investendo praticamente ovunque in Nord America, in Nord Africa, ma anche in Francia con assunzioni a tempo indeterminato. L’unico Paese in cui non investe è l’Italia. Le uniche risorse che investe in Italia sono per incentivare le lavoratrici e i lavoratori ad uscire dalle fabbriche. Questi non sono gli investimenti di cui noi abbiamo abbiamo bisogno. Abbiamo bisogno di un piano industriale che coinvolga le organizzazioni sindacali e i lavoratori per portare in Italia nuovi modelli. Oggi è una giornata importante perché dobbiamo rivendicare un intervento del governo. La presidente del Consiglio non può continuare a fare finta di nulla. Stiamo perdendo l’industria automobilistica nel nostro Paese, proprio ieri sono stati annunciati i licenziamenti alla Trasnova, azienda che si occupa della logistica per Stellantis».
* Notizia in aggiornamento
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