«Putin è un assassino. Ora ci sono le prove»: l’accusa arriva da Yulia Navalnaya, moglie di Alexei Navalny, leader di opposizione russo morto a 47 anni il 16 febbraio 2024 mentre si trovava detenuto nelle carceri russe proprio per le sue attività politiche. Ci sono i risultati delle indagini fatte da cinque Paesi europei sulle cause del decesso.
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jacopo iacoboni
I sostenitori e i familiari di Navalny da sempre hanno sostenuto l’implicazione del governo nella morte del politico e attivista. «Scienziati di cinque Paesi europei lo hanno stabilito: mio marito, Alexei Navalny, è stato avvelenato con epibatidina, una neurotossina, uno dei veleni più letali sulla terra. In natura, questo veleno si trova sulla pelle della rana freccia dell’Ecuador. Causa paralisi, arresto respiratorio e una morte dolorosa», ha scritto in un post su X Yulia Navalnaya, la vedova di Alexei Navalny. «Ero certa fin dal primo giorno che mio marito fosse stato avvelenato, ma ora c’è la prova: Putin ha ucciso Alexei con un’arma chimica – continua -. Sono grata agli Stati europei per il lavoro meticoloso che hanno svolto in due anni e per aver svelato la verità. Vladimir Putin è un assassino. Deve essere ritenuto responsabile di tutti i suoi crimini».
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jacopo iacoboni

Intervenendo alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, il ministro degli Esteri Yvette Cooper ha dichiarato: «Solo il governo russo aveva i mezzi, le motivazioni e l’opportunità di utilizzare questa tossina letale contro Alexei Navalny durante la sua prigionia in Russia». «La Russia vedeva Navalny come una minaccia», ha aggiunto Cooper. E ancora: «Utilizzando questa forma di veleno lo Stato russo ha dimostrato gli spregevoli strumenti di cui dispone e la schiacciante paura che ha nei confronti dell’opposizione politica». Al Regno Unito si sono uniti Svezia, Francia, Paesi Bassi e Germania nell’accusare la Russia di avvelenamento. Il Ministero degli Esteri ha affermato che il Regno Unito ha informato l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche della presunta violazione da parte della Russia della Convenzione sulle armi chimiche.
Navalny, lo “squadrone della morte” dei servizi segreti che aveva già usato il veleno
JACOPO IACOBONI

Nel 2020 Navalny era già stato avvelenato con l’agente nervino Novichok. Era stato sottoposto a cure in Germania ed è stato arrestato all’aeroporto al suo ritorno in Russia.
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