BORMIO. Federico Pellegrino non tradisce mai. Spinge e trascina la staffetta azzurra che, con i compagni Davide Graz, Elia Barp e Martino Carollo – torna sul podio con un bronzo in Val di Fiemme, la casa del fondo delle Olimpiadi. L’oro è della solita Norvegia, con Johannes Klaebo che, con la quarta medaglia vinta a Milano-Cortina, raggiunge nella sua classifica personale nove ori. Mai nessuno come lui nella storia degli sport invernali.
L’argento va ad una grande Francia. Per il bronzo, l’Italia ha lottato con la Finlandia, con un unico momento di paura quando Martino Carollo ha ceduto una ventina di secondi in terza frazione ad Arsi Ruuskanen. A riprendere il filo che l’ha portato al terzo posto, ci ha pensato però Federico Pellegrino, portabandiera a Milano, il “mago” della nostra Nazionale, che arriva a braccia alzate sul traguardo, con l’emozione di aggiungere una nuova medaglia a cinque cerchi ai due argenti nelle sprint di Pechino 2022 e PyeongChang 2018.
Per gli azzurri, questo bronzo ha un significato importante perché risolleva il movimento che sta cercando di uscire da un lungo di periodo di crisi. Il bronzo arriva vent’anni dopo lo storico oro conquistato a Pragelato nei Giochi di Torino 2006 dal quartetto composto da Fulvio Valbusa, Giorgio Di Centa, Pietro Piller Cottrer e Cristian Zorzi, il fantastico quartetto azzurro degli anni in cui l’Italia nel mondo degli sci stretti ricopriva un posto importante. Da oggi si apre un nuovo ciclo, una nuova pagina del fondo che sta lavorando per tornare ai fasti del passato.
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