Patty Pravo: “A Sanremo rendo onore alla mia cara Ornellik, Poi vado in tour nei musei”

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Patty diva e musa, artista e modella, icona e cantante, ragazza del Piper e instancabile giramondo, poliamorosa e single per scelta. Inarrivabile. Sessant’anni di carriera attraversati con leggerezza e ironia, mistero e malinconia, ribellione e splendore. «A Sanremo – dice – non vado così per andare; ho in uscita il mio ventinovesimo album in studio, Opera, il 6 marzo». Come dire: non vado a far numero, non vado a riempire una casella, quella che vorrebbe il contentino al pubblico più maturo. D’altronde Patty Pravo è modello e ispirazione anche per la nuova generazione di artisti, lei che è sempre stata un passo avanti, che le mode le ha dettate più che seguirle e che ha cantato solo le canzoni che sentiva veramente sue, capace di dire quei no che possono definire una carriera anche più dei sì.

Quest’anno poi c’è un motivo in più per partecipare al suo undicesimo Festival: nella serata cover del 27, omaggerà Ornella Vanoni con Ti lascio una canzone accompagnata dal primo ballerino della Scala Timofej Andrijashenko. «La mia Ornellik – dice – la chiamavo così: e per sempre per me avrà quel nome. Omaggiarla su quel palco mi sembrava il minimo. Con lei abbiamo perso una delle donne più incredibili della nostra storia».

A proposito di donne che hanno fatto la storia, La bambola di Patty Pravo è stata recentemente ricantata da Madonna nello spot di Dolce & Gabbana: «Io e lei ci sentiamo abbastanza spesso e ci lasciamo dei messaggini carini. Non sono mai stata molto social, ma quando Madonna mi ha spiegato che voleva fare questa cosa della Bambola mi ha fatto piacere, è stato un regalo».

«Sono curiosa di tornare a Sanremo – confessa – ma l’importante è stare su quel palco. Bello per me che ho avuto una carriera piena di soddisfazioni e interessante poter essere al fianco di generazioni intere che si mettono in gioco. Saremo lì a gareggiare per una canzone, un feeling, una sensazione. Ho un pezzo che voglio far sentire a più persone possibili e per questo ci vado».

La prima volta che andò a Sanremo era il 1970: La spada nel cuore. Lei aveva già alle spalle il grandissimo successo di Ragazzo triste, ma poi resterà distante dal Festival per molti anni, tornerà solo nel 1984. Il successo più grande dei suoi pezzi in gara coincide con uno dei grandi classici di Sanremo, una delle sue perle più preziose: E dimmi che non vuoi morire che incredibilmente non vince (vinceranno i Jalisse). Vasco Rossi e Gaetano Curreri la scrissero apposta per lei. «Vasco mi conosce bene, ricordo ancora quando mi mandò il nastrino dove cantava la canzone imitandomi. Pensi, mi imitò così bene che per un attimo in qual nastro pensai fosse la mia voce. Non dissi di no a un capolavoro». Al di là del festival, ci sono tre canzoni a cui Patty è più affezionata tra le centinaia che ha interpretato: Tutt’al più del 1970, Non andare via, sempre del ’70, cover italiana di Ne me quitte pas di Jacques Brel e Angelus di Fossati e nel 1999 : «Fu uno splendido ritratto della mia persona; non finirò mai di ringraziare Ivano per quel pezzo».


(lapresse)

L’anticipazione del nuovo lavoro, Opera, sarà ascoltabile da martedì 24 febbraio, giorno di inizio del Festival. Il pezzo in gara, che dà titolo a tutto il progetto, è scritto per lei da Giovanni Caccamo, che è anche Art Director del concept grafico. Le undici canzoni sono firmate da altri grandi nomi come Giuliano Sangiorgi, Morgan, Serena Brancale, Raphael Gualazzi, Francesco Bianconi, Veronica Lucchesi e Dario Mangiaracina (La Rappresentante di Lista), Marianne Mirage e Andrea Bonomo, Federico Dragogna, Pierpaolo Capovilla, Cristina Donà e Saverio Lanza. «Eh sì – dice orgogliosa – mi sono divertita a lavorare con ragazzi e grandi autori; mi hanno regalato canzoni bellissime. È davvero una cosa in più in una carriera come la mia». Per i fan sarà in vendita una versione in vinile rosso trasparente che si potrà acquistare solo durante gli incontri nei Musei. Esatto: musei. «Sì, sì, sì, ha detto bene: promuoverò il disco nei Musei con la M maiuscola. Questa volta mi sono voluta permettere una promozione insolita, poco frequentata; voglio presentare il disco nei luoghi dell’arte per eccellenza perché la musica è arte ed è giusto che stia al posto suo». E appunto: il 25 marzo sarà a Milano alle Gallerie d’Italia, il 27 marzo a Firenze a Palazzo Medici Riccardi, il 29 a Roma alla Galleria Nazionale D’Arte Moderna e Contemporanea e il 31 alle Gallerie d’Italia a Napoli (Gallerie d’Italia). «E l’8 aprile inizierò l’“Opera Tour” nei teatri italiani». E poi su e giù per la penisola: sino a maggio il recital della divina Patty è sold out.

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