Arianna Fontana, la medaglia numero 14 può attendere: “Presa a sportellate dall’avversaria cinese”

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Arianna Fontana esce dai 1000 metri senza medaglia e non le si può chiedere di aggiungere pezzi alla collezione a ogni uscita sul ghiaccio. La medaglia numero 14 può ancora arrivare nei prossimi giorni, ma nei 1000 metri l’azzurra chiude quarta. Dopo una spinta della cinese perde il treno di testa e non riesce più a rientrare: «Mi ha preso a sportellate, peccato perché la gamba c’è e non me la sono potuta giocare». Oro, il secondo, all’olandese Velzeboer che ha 11 anni meno dell’azzurra.

Meno male che Pietro Sighel sa arrivare di schiena e sopravvivere agli imprevisti. Con la sua mossa preferita resta dentro i 500 metri e passa il primo turno nonostante la carambola innescata dal turco che tira giù quasi tutti. Non lui.

Ci vogliono gambe solide per reggere una Olimpiade così. L’arrivo in derapata dell’oro in staffetta mista, esaltante, sembrava aver segnato i Giochi di Sighel. Gesto scelto per definire la prepotenza azzurra in quella gara e per fare l’occhiolino al pubblico e numero che ha fatto scattare qualche contrarietà. Da lì una serie di rogne e sfortune che ovviamente non hanno un legame logico con il traguardo tagliato di spalle, ma l’azzurro merita altro per ribadire la condizione e la testa con cui si è presentato ai Giochi di casa.

Oro al primo giorno, segue uno scambio a distanza con Arianna Fontana che diventa un telefono senza fili. Nei 100 metri viene squalificato per un contatto minimo, di quelli su cui la Var calcistica discute per settimana e rischiano di non avere mai un parametro fisso. Nei 1500 metri viene tirato giù in caduta che coinvolge olandese e ucraino. Sighel non ha nessuna possibilità di stare in piedi e neanche di essere ripescato perché in quei casi si recupera chi sta in posizione di qualifica, cioè le prime due, solo che in quel momento della gara l’italiano non aveva nessun bisogno di essere già in testa in una distanza che dura 13 giri e mezzo e ha una sua tattica. Due gare in cui aveva le possibilità di un podio e che non ha neanche visto. Ora resta la carta dei 500 metri (il 18 febbraio) e la staffetta maschile con Thomas Nadalini, Luca Spechenhauser e Andrea Cassinelli.


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