Un miliardario americano, (Elon Musk, ovvio), che da anni promette robot umanoidi capaci di piegare il bucato e forse, un giorno, di colonizzare Marte, si ritrova a twittare invidioso mentre dall’altra parte del mondo, in un gala televisivo che fa impallidire il Super Bowl, una schiera di androidi cinesi si esibisce in mosse di kung-fu, cadute all’indietro e danze sincronizzate con bimbi umani.
La sfida
Non è fantascienza, è il “Capodanno lunare del 2026”, e la Cina ha deciso che, dopo aver conquistato il mercato delle auto elettriche, è ora di dominare anche il futuro dei robot. E lo fa con uno spettacolo che mescola tradizione e alta tecnologia, come se Confucio incontrasse Asimov in un’arena di arti marziali.
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Tra robot umanoidi e voli spaziali al via A&T, al Lingotto la fiera per l’industria manifatturiera
Il palco è quello della CCTV Spring Festival Gala, il programma più visto del pianeta, con un’audience che sfiora l’80% della popolazione cinese, roba da far sognare i producer di Hollywood. Quest’anno, il 16 febbraio, l’evento ha aperto con una parata di robot umanoidi che hanno lasciato a bocca aperta mezzo mondo.
Le aziende coinvolte
Quattro startup emergenti – Unitree Robotics, Galbot, Noetix e MagicLab – hanno sfoggiato i loro prototipi in sketch che sembravano usciti da un film di Jackie Chan rivisitato da Spielberg. I robot di Unitree, una dozzina, hanno eseguito sequenze di combattimento sofisticate, agitando spade, bastoni e nunchaku a pochi centimetri da performers bambini, imitando persino lo stile “ubriaco” del pugilato cinese, con cadute e recuperi che dimostrano un controllo motorio da far invidia a un ginnasta olimpico.

Altrove, i Noetix hanno recitato in una commedia accanto ad attori umani, mentre i MagicLab si sono lanciati in una danza collettiva sulle note di “We Are Made in China”. E non dimentichiamo l’apertura con Doubao, il chatbot di Bytedance, che ha rubato la scena come un comico navigato. È solo un anno fa che lo stesso gala aveva stupito con sedici robot Unitree che volteggiavano fazzoletti in sincronia con ballerini umani.
Progressi record nella funzionalità dei robot
Oggi, il salto è impressionante: da semplici coreografie a dimostrazioni di coordinazione multi-robot e “recupero da fault”, ovvero la capacità di rialzarsi dopo una caduta, che in gergo tecnico significa “non fare la figura del tonto sul tappeto”. Dietro questo showbiz hi-tech c’è la mano pesante del Partito: il fondatore di Unitree ha incontrato il presidente Xi Jinping poche settimane dopo l’edizione passata, e Xi ha visto ben cinque imprenditori di robotica nell’ultimo anno, tanti quanti quelli di veicoli elettrici o semiconduttori. È la politica industriale cinese in prima serata, un “pipeline diretto” dal piano quinquennale allo spettacolo nazionalpopolare, come nota l’analista Georg Stieler.
La strategia dello show
Apparire lì significa ordini governativi, investimenti e accesso al mercato – un boost che Musk può solo invidiare, lui che deve lottare con azionisti e le mille regole americane.

Ma non è solo intrattenimento: la Cina sta scommettendo sui robot umanoidi per contrastare l’invecchiamento della popolazione e rivoluzionare la manifattura. L’anno scorso, il 90% dei 13.000 umanoidi spediti globalmente proveniva da lì, e Morgan Stanley prevede un raddoppio a 28.000 unità nel 2026.
“I robot umanoidi racchiudono le forze della Cina: capacità AI, catena di fornitura hardware e ambizione manifatturiera”, dice l’analista Poe Zhao. Sono “leggibili” per il pubblico, ovvero facili da capire e da vendere come simbolo di potenza.
La reazione di Elon Musk
E Musk? Lo sa bene: “La Cina è un calcio nel sedere di livello superiore”, ha twittato di recente, ammettendo che i suoi rivali più temibili non sono a Silicon Valley, ma a Pechino. Tesla punta su Optimus, ma la Cina ha già l’esercito pronto. E noi? In Occidente, ci accontentiamo di dibattere se l’IA ruberà posti di lavoro o ci renderà tutti poeti disoccupati. Intanto, i cinesi marciano – o meglio, fanno backflip – verso un futuro dove i robot combattono come Bruce Lee. È il progresso, bellezza: ironico, inesorabile, e un po’ spaventoso. Chissà, magari un giorno un Optimus muskiano sfiderà un Unitree a duello. Vincerà chi cade per ultimo. O chi ha più sussidi statali (quindi il cinese…).
il racconto
Il sogno di Musk e la rivincita degli umani. Storia del badante che spense l’ultimo robot

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