Bufera Rai dopo i dati della Stampa. Pd e 5S: “Persi tre punti, l’ad dia spiegazioni”

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TORINO. Tre punti di share in meno in tre anni. Dal 38 al 35,1 per cento. È il dato che emerge dall’elaborazione Auditel pubblicata oggi da La Stampa e che riaccende lo scontro politico attorno alla Rai, mentre in Senato è attesa la discussione sulla riforma del servizio pubblico nel quadro dell’European Media Freedom Act.

Il calo riguarda l’intero perimetro generalista. Rai1 perde il 9,6 per cento in prima serata, Rai2 l’8,2. Nello stesso periodo, Canale 5 cresce e si attesta al 22,13 per cento di share, con un’audience in aumento del 45 per cento. Più in generale, a fronte di una televisione generalista che nel 2025 arretra del 2,8 per cento nel minuto medio, Mediaset registra un incremento dell’1,26 per cento. Il divario tra servizio pubblico e principale concorrente privato non era mai stato così ampio negli ultimi anni.

Il fronte Pd e 5S

I numeri diventano materia di scontro. I senatori dem Antonio Nicita e Francesco Verducci, membri della Commissione di Vigilanza, parlano di «crisi politica e industriale» e collegano la flessione alla gestione dei vertici di Viale Mazzini. «Quando si mettono dirigenti scelti per fedeltà partitica invece che per competenza, questi sono i risultati», scrivono, citando 606 mila spettatori in meno sulle reti generaliste.

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Sulla stessa linea il Movimento 5 Stelle. «Tre punti di share persi in tre anni», affermano i componenti pentastellati in Vigilanza, che chiedono un confronto parlamentare urgente e sollecitano l’amministratore delegato a rispondere alla convocazione ricevuta nei giorni scorsi. Nel mirino anche le scelte di palinsesto e le indiscrezioni su programmi e conduttori.

Dentro l’azienda il tema viene letto come un passaggio più ampio. Negli ultimi tre anni si è passati da un’offerta centrata sull’identità delle singole reti a una programmazione per generi. Rai2 è la rete che ha sofferto di più, con ripetute riorganizzazioni e spostamenti di collocazione. Rai3 tiene grazie a format consolidati. Rai1 resta agganciata alla fiction e agli eventi, ma fuori da quei picchi la competizione si fa più serrata.

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Il nodo risorse

C’è poi la questione delle risorse. I tetti pubblicitari e un canone non indicizzato all’inflazione comprimono i margini. La perdita di alcuni diritti sportivi, come le Atp Finals finite a Mediaset, viene indicata come un segnale di difficoltà finanziaria oltre che editoriale.

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