Morte di Quentin Deranque, Macron contro Meloni: “Non commenti”

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Il caso di Quentin Deranque, il militante di estrema destra ucciso a Lione la scorsa settimana travalica i confini francesi e diventa un caso diplomatico tra Francia e Italia. Da Nuova Delhi, dove si trova in visita, il presidente Emmanuel Macron ha replicato al post pubblicato ieri dalla premier su X, nel quale si definiva la morte del 23enne, ucciso a margine di una contestazione del collettivo femminista e identitario Némésis, come “una ferita per l’intera Europa”. «Resto sempre colpito nel vedere persone che sono nazionaliste, che non vogliono essere disturbate a casa loro» ma che «sono sempre i primi a commentare quello che succede a casa degli altri».

La risposta è stata inviata mentre in Francia la tensione resta alta. Al momento sono nove le persone ancora in stato di fermo nell’ambito dell’inchiesta dopo la morte del giovane, ucciso da alcuni individui a volto coperto che hanno aggredito lui e altri militanti che contestavano una conferenza stampa di Rima Hassan, eurodeputata de La France Insoumise. Proprio il partito della sinistra radicale francese è sotto accusa per i presunti legami con la Jeune Garde, gruppo antifascista sciolto lo scorso anno dal governo. Tra i fermati, ci sono due collaboratori parlamentari ed un ex stagista di Raphaël Arnault, deputato de La France Insoumise e co-fondatore della Jeune Garde.

Per sabato è prevista una manifestazione a Lione in ricordo di Quentin che già si preannuncia tesa a causa di un raduno antifascista indetto in contemporanea. Il sindaco di Lione, l’ecologista Grégory Doucet, ha chiesto di vietare l’appuntamento per i forti rischi di scontri durante il corteo, indetto dal gruppo Génération Pro-Vie, conosciuto per le sue posizioni antiabortiste. I genitori di Quentin hanno fatto sapere che non parteciperanno alla manifestazione, lanciando un appello alla “calma”.


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