Riarmo, il Pentagono avverte Bruxelles: “Non si indebolisca la difesa transatlantica”

0
4

Il Pentagono entra a gamba tesa sulla possibile introduzione della preferenza europea per gli appalti nel settore della Difesa, contestandola e minacciando conseguenze per l’Unione europea e i suoi Stati membri nel caso in cui Bruxelles decidesse di proseguire su questa strada per favorire il «Made in EU».

Si è conclusa tre giorni fa la consultazione pubblica avviata dalla Commissione europea in vista della revisione della direttiva europea nel settore degli appalti pubblici per la Difesa, secondo i documenti che sono stati pubblicati sul sito dell’esecutivo Ue. Ottantadue i contributi ricevuti da associazioni, privati cittadini, ma anche da autorità pubbliche.

Tra queste spicca il Pentagono. O meglio, «il Dipartimento della Guerra» americano. Nel documento inviato a Bruxelles, si legge che «gli Stati Uniti sostengono pienamente il riarmo europeo e la rivitalizzazione della base industriale della difesa europea». Ma avvertono che «questi sforzi non devono indebolire la base industriale della difesa transatlantica, mettere a repentaglio la nostra capacità collettiva di fornire equipaggiamenti ai nostri combattenti o mettere a rischio i benefici economici condivisi».

Per queste ragioni, «si oppongono fermamente a qualsiasi modifica alla direttiva che limiti la capacità dell’industria statunitense di sostenere o altrimenti partecipare agli appalti nazionali per la difesa degli Stati membri dell’Ue».

Quattro le osservazioni elencate dal Pentagono. «Gli Stati membri devono essere in grado di mantenere la massima flessibilità negli appalti per la difesa; la preferenza europea nella direttiva comprometterebbe il riarmo europeo e indebolirebbe l’interoperabilità e la prontezza della Nato; l’Ue non dovrebbe intraprendere politiche che pregiudichino il raggiungimento degli obiettivi di capacità della Nato; la preferenza europea è in contrasto con gli impegni assunti dall’Ue nella dichiarazione congiunta Usa-Ue del 2025 sul commercio e con gli impegni e gli obblighi degli Stati membri negli Accordi reciproci per gli appalti per la difesa (RDPA) applicabili».

Su quest’ultimo punto, Washington ricorda che «19 dei 27 Stati membri Ue hanno firmato accordi bilaterali giuridicamente vincolanti per gli appalti reciproci per la difesa (RDPA) con gli Stati Uniti”. Per questo, “se le misure di preferenza europea fossero implementate nelle leggi nazionali sugli appalti degli Stati membri, gli Stati Uniti probabilmente rivedrebbero tutte le deroghe e le eccezioni generali esistenti alle leggi “Buy American” previste o stipulate in associazione con tali RDPA».

Gli Usa entrano poi nel campo d’azione dell’Ue, contestandolo e sostenendo che “la Difesa rimane principalmente una competenza nazionale e pertanto gli Stati membri sono nella posizione migliore per comprendere i propri requisiti di difesa sovrani. Gli Stati membri dovrebbero mantenere la piena autorità decisionale per effettuare acquisti di difesa, anche negli appalti congiunti, per soddisfare i requisiti nazionali e della Nato, senza essere limitati dalle restrizioni della preferenza europea”.

La tesi è che “il linguaggio della preferenza europea indebolirà il riarmo dell’Europa, frammenterà la base industriale della difesa transatlantica e minerà la deterrenza collettiva della Nato”.

Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it