Il piccolo Domenico resterà attaccato all’Ecmo per lasciare mamma e papà ancora un po’ con lui

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Non staccheranno l’Ecmo, forse anche per consentire a mamma Patrizia e a papà Antonio di restare accanto al loro piccolino il più a lungo possibile. Però rimoduleranno il percorso di cure per alleviare le sofferenze che il corpo di Domenico sta patendo, dopo il trapianto di un cuore danneggiato durante il trasporto e compromesso dal congelamento, che lo ha condotto in una condizione clinica irreversibile.

All’Ospedale Monaldi di Napoli, in queste ore, è in corso un confronto doloroso ma inevitabile tra medici, Patrizia e il medico-legale di fiducia della famiglia del bambino di due anni e quattro mesi. Preso atto dell’impossibilità per Domenico di affrontare un altro trapianto di cuore e del fatto che il piccolo, interrotta la sedazione, non si è più svegliato, i genitori hanno acconsentito affinché il bambino possa essere accompagnato alla fine senza accanimento terapeutico. Una decisione maturata nella consapevolezza della situazione clinica e accolta dal Monaldi, che ha avviato un programma ora da condividere con la famiglia.

La soluzione immediata sarebbe stata staccare il bimbo dall’Ecmo, ma ciò avrebbe determinato il decesso nell’arco di pochi istanti. Lasciando invece in funzione la macchina, si concede a Domenico un tempo ulteriore. Qualche ora o forse qualche giorno, non è possibile stabilirlo. Intanto il presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli, ha lanciato un invito: «In questa fase in cui la conclusione non è quella che tutti speravano, è di far scendere il silenzio e lasciare, giustamente, in pace la famiglia che è raccolta nell’intimità del dolore, su cui esprimiamo il massimo del rispetto».


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