«Ho già deciso il mio futuro, ho seguito l’istinto», Pecco Bagnaia, al termine della prima giornata di test a Buriram, rompe il silenzio sulle voci di mercato che lo vedono protagonista. Da settimane si sa che in Ducati non ci sarà più posto per lui il prossimo anno. A Borgo Panigale hanno deciso di confermare il campione del mondo in carica Marc Marquez e al suo fianco è atteso Pedro Acosta, da molti visto come l’erede del fenomeno di Cervera. Il piemontese ha scritto la storia della Rossa in MotoGP – aveva riportato il titolo a Borgo Panigale nel 2022, ripetendosi nell’anno successivo – ma il 2025 per lui è stato un calvario. In un mercato che si sta decidendo ancora prima che parta il campionato, le sue azioni in ribasso non hanno convinto i vertici di Ducati.
A inizio febbraio, in Malesia, era circolata la voce di un’offerta economicamente importante da parte di Yamaha. La Casa giapponese sta rivoluzionando il suo progetto in MotoGp, ha già perso Quartararo (che andrà in Honda) e voleva un team di primo livello. Jorge Martin sembra già della partita, il prossimo colpo avrebbe dovuto essere Bagnaia. Per Pecco, però, i soldi non sembrano essere la priorità. La M1 di Iwata (appena passata dal motore 4 cilindri in linea al V4, come il resto dello schieramento) è ancora acerba e il piemontese non ha voglia di aspettare. Così, alla sua porta ha bussato Aprilia.
La moto di Noale è il classico ‘underdog’, in MotoGp non ha la storia né le risorse degli avversari, ma è in ascesa. Bezzecchi, alla fine dello scorso anno, ha dimostrato che è l’unica alternativa a Ducati. Così Bagnaia ha iniziato a pensarci. Marco è un suo grande amico, sono cresciuti insieme nella Riders Academy, alla corte di Valentino Rossi, e anche da rivali hanno sempre mostrato grande rispetto l’uno per l’altro.
L’INTERVISTA
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MATTEO AGLIO
Massimo Rivola, l’ad di Aprilia Racing, non aveva mai nascosto di volere un team tutto italiano, riuscendoci portando in casa Pecco sarebbe un successo. Sicuramente non potrà pareggiare l’offerta di Yamaha, ma potrà garantire a Bagnaia una moto più competitiva. Nel 2027 il regolamento tecnico della MotoGp cambierà, i motori si ridurranno di cilindrata (da 1.000 a 850 cc), ci sarà meno aerodinamica, spariranno i sistemi che abbassano l’altezza della moto e arriveranno le gomme Pirelli. Chi però è già competitivo ora, partirà in vantaggio e Aprilia, in questo senso, è la migliore scelta dopo Ducati.
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Inoltre, c’è la possibilità di fare la storia. Noale ha dominato dagli anni Novanta in 125 e 250, ma non ha mai raggiunto il titolo in MotoGP. Pecco lo sa bene e la sfida è troppo allettante. «Fra pochi giorni usciranno molti annunci, aspettatevi anche il mio» ha chiosato il diretto interessato. Fra pochi mesi non vestirà più di rosso, il nero sembra in vantaggio sul blu come colore per il 2027.
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