L’apertura di Buonfiglio, presidente Coni: “I Giochi del 2030 all’Oval di Torino? Valutiamo”

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Trenta medaglie, trenta storie differenti e la legacy sul territorio. Dallo snowpark di Livigno, all’impianto di bob e slittino di Cortina, al villaggio olimpico di Milano che diventerà studentato per la città. Il presidente del Coni Luciano Buonfiglio fa il punto delle Olimpiadi di Milano-Cortina. «È un’Italia da 30 e lode», dichiara nella conferenza stampa che chiude i Giochi di casa. Il riferimento è alle 30 medaglie conquistate.

L’Italia migliore di sempre. «Abbiamo vissuto primati storici», ha ricordato Buonfiglio. «Arianna Fontana ha vinto 14 medaglie olimpiche, Francesca Lollobrigida ha vinto l’oro nei 3000 e nei 5000, Federica Brignone è una storia che avete raccontato tutti e che abbiamo vissuto con emozione». E ancora: «C’è stato il primo oro nel biathlon con Lisa Vitozzi, la prima medaglia a squadre del pattinaggio di figura, gli ori conquistati nel giro di mezz’ora nello slittino femminile e maschile, nel freestyle sia nel cross con Simone De Romedis e Federico Tomasoni, ma anche con Flora Tabanelli». E poi «la prima medaglia nel team sprint di sci di fondo con Barp e Pellegrino, una bellissima storia, Roland Fischennaller alla settima Olimpiade, record azzurro di partecipazione».

Il numero uno dello sport italiano, in carica dal giugno scorso, ha poi fatto una comparazione con i risultati di Parigi 2024 per osservare come lo sport azzurro sia nella Top 4 olimpica assoluta. «Se mettiamo insieme i risultati di Parigi e i risultati di questa Olimpiade di Milano-Cortina, vi posso confermare che siamo tra i primi quattro Paesi al mondo», ha sottolineato Buonfiglio, «questi risultati non nascono per caso».

Guardando al futuro, Buonfiglio spiega che, per quanto riguarda l’impianto dell’Oval di Torino ai Giochi francesi del 2030, «qualsiasi iniziativa viene condivisa con le federazioni di appartenenza. Poi il Coni e il governo. Questo dell’Oval di Torino è uno spunto molto ma va verificato».

Poi il pensiero va ad una nuova candidatura olimpica. «Facciamo passo dopo passo, chiudiamo questi Giochi. Una candidatura deve essere concordata e condivisa con tutti i soggetti coinvolti, deve essere una squadra unita che decide di portare avanti un progetto, non possiamo permetterci di sognare solo, perché i sogni per essere realizzati devono essere fatti a occhi aperti. Qualora ci fosse la condivisione, cercherò di impostare questo lavoro».

Oltre allo sport, c’è anche l’importante ricaduta economica. Perché gli investitori hanno percepito che il brand Italia ha la capacità di suscitare interesse internazionale, un interesse così forte come non c’era mai stato. «Questo vuol dire – spiega Buonfiglio – che dobbiamo aumentare le sinergie con gli stakeholder, con il coordinamento dalla Preparazione olimpica, che ha già portato a questi risultati».

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