L’Ungheria blocca le sanzioni alla Russia: “Mettiamo il veto finché Kiev non ci darà il greggio”

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I servizi di sicurezza ucraini hanno sventato diversi piani di assassinio contro figure di rilievo del Paese. Lo ha dichiarato il presidente, Volodymyr Zelensky, nel consueto messaggio serale mentre si avvicina la data del 24 febbraio, quarto anniversario dell’invasione russa. «Siamo riusciti a neutralizzare mercenari russi che stavano pianificando attacchi contro i nostri cittadini», ha affermato Zelensky. «Si tratta di nomi piuttosto noti, e il fatto che questi crimini siano stati prevenuti è un risultato significativo». Il presidente ha spiegato che nel mirino c’erano militari ucraini, funzionari dell’intelligence e rappresentanti dei media. I piani, ha aggiunto, sono stati bloccati prima che potessero essere messi in atto, senza però fornire ulteriori dettagli.

Cosa è successo ieri

L’Ungheria blocca le sanzioni alla Russia: “Mettiamo il veto finché Kiev non ci darà il greggio”

«Domani, in occasione del Consiglio Affari Esteri, l’Ue intende adottare il ventesimo pacchetto di sanzioni. L’Ungheria lo bloccherà. Finché l’Ucraina non riprenderà il transito di petrolio verso l’Ungheria e la Slovacchia attraverso l’oleodotto Druzhba, non consentiremo che decisioni importanti per Kiev vadano avanti». Lo annuncia su X il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjártó.

Raid su Kiev: almeno un morto e 5 feriti

I raid notturni su Kiev hanno causato almeno un morto e 5 feriti. Lo riferisce il Servizio di Emergenza statale ucraino, che segnala anche come in totale nella città di Putrivka 8 persone tra cui un bambino sono state estratte vive dalle macerie dopo un attacco e sono salve. In 5 hanno richiesto cure in ospedale e sono tuttora ricoverate, mentre una è deceduta nel corso del trasferimento. Gli attacchi hanno causato anche danni alle infrastrutture energetiche e si verificano a due giorni dal quarto anniversario dell’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca.

Steve Witkoff: “Prossimo round di negoziati entro tre settimane”

Un nuovo round di negoziati che coinvolgerà le delegazioni dell’Ucraina e della Russia avrà luogo entro tre settimane e potrebbe potenzialmente portare a un vertice al massimo livello. Lo ha dichiarato l’inviato speciale degli Stati Uniti in Medio Oriente, Steve Witkoff, in un’intervista a Fox News, rilanciata dal sito Ukrinform. “Siamo fiduciosi, Jared (Kushner) e io, abbiamo presentato alcune proposte a entrambe le parti che si riuniranno nelle prossime tre settimane e forse anche daranno luogo poi a un vertice tra (il presidente ucraino Volodymyr) Zelensky e il presidente Putin. Potrebbe finire per essere un vertice trilaterale con il presidente (Donald Trump). Vedremo”, ha affermato. Secondo Witkoff, Trump non vuole partecipare a un incontro a meno che non ritenga di poter ottenere il miglior risultato. Witkoff ha anche espresso la speranza che il mondo possa ricevere “buone notizie” su questo tema nelle prossime settimane. Il presidente Zelenskyj ha già affermato che il prossimo round di colloqui di pace dovrebbe svolgersi a Ginevra entro dieci giorni. Il 18 febbraio si sono già tenuti a Ginevra dei colloqui in formato trilaterale che hanno coinvolto rappresentanti di Ucraina, Stati Uniti e Russia.

Poliziotta morta e 14 feriti, il sindaco di Leopoli: atto terroristico

Un «atto terroristico», secondo quanto riferito dal sindaco della città, Andrii Sadovy, nella notte tra sabato e domenica a Leopoli, nel nord-ovest dell’Ucraina, con alcune esplosioni che hanno ucciso una poliziotta e ferito almeno 14 persone. Mentre i funzionari locali e media avevano riferito di diverse forti esplosioni nel centro di questa città vicina al confine polacco e lontana dal fronte, iSadovy ha riferito su Telegram che una poliziotta è stata uccisa e 14 persone sono state ricoverate in ospedale. «È stato un atto terroristico», ha aggiunto senza fornire ulteriori dettagli sui possibili autori, diffondendo immagini di una facciata con le vetrine dei negozi distrutte. La polizia ucraina ha riferito che diversi suoi agenti sono stati «uccisi o feriti» mentre arrivavano sul posto, dove erano stati chiamati. Dall’inizio dell’invasione russa su larga scala contro l’Ucraina nel febbraio 2022, militari e funzionari ucraini sono stati più volte bersaglio di esplosioni molto lontane dal fronte. Le esplosioni nella città ucraina occidentale di Leopoli hanno ucciso una poliziotta e ferito almeno 15 persone durante la notte, secondo un bilancio più aggiornato di quello che le autorità locali hanno definito un «atto di terrorismo». Secondo l’ufficio del procuratore regionale di Leopoli, le esplosioni sono avvenute poco dopo che la polizia aveva risposto a una segnalazione di effrazione in un negozio nel centro della città intorno alle 12.30 (22.30 GMT di sabato). Una prima esplosione ha colpito la pattuglia appena arrivata sul posto, seguita da una seconda esplosione pochi istanti dopo, quando un’altra squadra ha raggiunto la scena. Le autorità hanno riferito che una poliziotta di 23 anni è rimasta uccisa, mentre un’auto della polizia e un veicolo civile sono stati danneggiati. «Si tratta senza dubbio di un atto terroristico», ha scritto il sindaco di Leopoli Andriy Sadovy in un post su Facebook. Al momento 15 persone stanno ricevendo assistenza medica, alcune delle quali versano in condizioni molto gravi. «Una poliziotta è morta. Le mie condoglianze alla famiglia e ai suoi cari», ha aggiunto. La città, vicina al confine polacco e lontana dalla linea del fronte, ha subito sporadici attacchi e incidenti di sicurezza dall’inizio dell’invasione su larga scala da parte della Russia nel febbraio 2022, ma esplosioni mortali nel centro della città sono state rare sinora.

Esplosioni a Kiev, emesso allarme balistico

Potenti esplosioni hanno scosso la capitale ucraina Kiev, secondo quanto riferito dai giornalisti dell’Afp.
Questa mattina presto le autorità hanno emesso un allarme missilistico balistico. “Attenzione! E’ stato dichiarato un allarme aereo a Kiev a causa della minaccia dell’uso di armi balistiche da parte del nemico”, ha detto l’amministrazione militare della città poco prima che le esplosioni fossero udite intorno alle 4 del mattino (2 GMT), esortando i residenti a rifugiarsi fino al termine dell’allarme.

Zelensky, non ostacoleremo in nessun modo la pace

“Continuiamo a lavorare ogni giorno in modo mirato affinché il prossimo ciclo di negoziati possa produrre risultati per l’Ucraina, per la pace. L’Ucraina farà sicuramente tutto il necessario e non ostacolerà in alcun modo la pace”. Così sui social il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, sottolineando poi come “l’ultima volta a Ginevra, la parte americana ha visto chiaramente che sono proprio i russi la ragione per cui non sono stati ancora raggiunti risultati veramente significativi. E il prossimo incontro non deve essere un’occasione sprecata: si può fare. Oggi – ha aggiunto – abbiamo discusso con Rustem Umerov alcuni aspetti dei preparativi negoziali. E sono grato a tutti coloro che sono sinceramente pronti ad aiutare e che ci sostengono, che sostengono il nostro Stato”.

Kiev: udite esplosioni a Leopoli, almeno un morto

“Diverse esplosioni sono state sentite a Leopoli. Non è scattato alcun allarme nella regione, ma già si registra un morto”. Lo ha riferito Rbc-Ucraina citando il deputato del Consiglio comunale di Leopoli, Igor Zinkevych. Secondo la stessa fonte in città sono state udite almeno due esplosioni. Le cause delle deflagrazioni sono attualmente sconosciute, ma il parlamentare sostiene che l’incidente sia avvenuto nel centro della città e che una persona è morta.

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