Celo e Mizar, piemontesi, autori di tre canzoni in gara a Sanremo: “Ecco per chi abbiamo scritto”

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Prima del titolo delle canzoni, prima del celebre «dirige l’orchestra», prima dei cantanti. Su quel palco i loro nomi si sentiranno subito. E per non agitarsi troppo la medicina migliore è la compagnia. Vivranno la settimana sanremese come due laureandi pronti a far festa. «Abbiamo preso una casa per stare tutti insieme. Essere qui è già un’enorme soddisfazione. Dobbiamo pensare solo alla gioia: è un traguardo da vivere con gli amici». Celo e Mizar firmano tre delle canzoni in gara da domani sera, martedì 24 febbraio, al Festival di Sanremo.

Le emozioni del giorno prima

Trasferiti a Milano per inseguire i loro sogni, entrambi hanno radici piemontesi: ventisette anni il primo, all’anagrafe Pietro Celona, albese d’origine, è tra gli autori di «Voilà» di Elettra Lamborghini; 24 anni, Mattia Davì, da Susa vicino Torino, ha scritto «Naturale» per Leo Gassmann e «Il meglio di me» per Francesco Renga. La loro è un’amicizia prima che una collaborazione artistica. «Ci conosciamo da anni e abbiamo iniziato a lavorare insieme a molti brani. È grazie a Celo se ho capito di poter fare l’autore di mestiere. Vedere che oggi per entrambi qualcosa si è allineato nello stesso momento è molto bello. Ci divertiremo», è sicuro Mizar che tra i due è il più agitato. «Mi dovrò sforzare di essere solo felice», dice col sorriso.

A calmarlo ci penserà Celo: «Sono quello più riflessivo e razionale, ma non sono molto bravo a gestire gli imprevisti, come quelli di questi ultimi giorni. Sono un topo da laboratorio e anche questa esperienza mi sta facendo capire che la mia dimensione è la scrittura». Meglio ancora quando non si scrive pensando a Sanremo.

Le canzoni

«La canzone per Elettra – racconta Celona – è nata ad aprile dell’anno scorso senza l’obiettivo della gara. Sanremo è arrivato dopo ed è stato un bene: abbiamo scritto con molta meno pressione, per Elettra e non per il Festival. Con Andrea Bonomo ed Edwyn Roberts abbiamo costruito una canzone apposta per lei, che fosse di rottura con il suo immaginario». Qualche spoiler? «L’unica cosa che possiamo anticipare è che si discosterà dall’Elettra latina che conosciamo tutti. Le abbiamo cucito addosso un nuovo vestito». Poi si adatta al contesto. «Quando abbiamo saputo di essere nel roster della gara abbiamo sistemato il brano per adattarlo all’orchestra e a un pubblico intergenerazionale, ma avevamo già il sentore che fosse giusto per Sanremo – spiega Celo –. Conta la spontaneità iniziale, che è rimasta. Anche in futuro mi piacerebbe mantenere quell’incoscienza: è il miglior motore per la scrittura».

Con un effetto wow e una freschezza inedita, a stupire il pubblico sarà anche Francesco Renga, parola di Mizar che con il team di autori ha pensato al «meglio» per il cantante. «All’inizio il brano aveva una forma molto diversa – ripercorre Davì –. Quando Renga l’ha sentito gli è piaciuto subito, soprattutto per il ritornello. Partendo da lì abbiamo trovato la chiave giusta. Una coincidenza del destino ha voluto che proprio in quel periodo anche Francesco fosse alla ricerca del meglio di sé. Ci siamo visti, abbiamo modificato delle parti del testo e, alla fine, la versione migliore di se stesso l’ha trovata davvero».

È il segno che per le canzoni serve la persona giusta al momento giusto. Ed è stato «naturale» pure per Leo Gassmann. «Il brano gli è piaciuto subito – dice Mizar – e lui ha saputo farlo brillare. Al primo provino l’avevo cantata io, ma Leo è stato capace di aggiungere quello che a me mancava. Sarà un Gassmann inedito: per la prima volta darà tanto spazio alla sua voce. E sorprenderà».

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