I magazzini Coin all’interno della Stazione Termini, a Roma, erano diventati il luogo perfetto dove rubare con facilità, ogni giorno, piccoli capi d’abbigliamento. Un meccanismo studiato per non dare nell’occhio. Ma con il passare del tempo il bottino è diventato importante, al punto da non poter passare inosservato al direttore dello store: 184mila euro di ammanco emersi con l’inventario di febbraio 2024, relativo all’anno precedente. Un buco pari al 10,84% del fatturato. Insomma, davvero troppo alto per non essere visto, dal momento che negli altri punti vendita lo scarto della merce che ogni anno spariva dagli scaffali si fermava al 2-3%. Così sono scattate verifiche interne e sono partite le indagini.
Gli indagati
A lasciare stupiti gli investigatori sono state le persone coinvolte in questi furti: 21 tra uomini e donne delle forze dell’ordine, tra Polfer e carabinieri in servizio proprio a Termini, ora indagati per furto aggravato. In totale le persone sotto inchiesta sono 44, perché tra gli indagati ci sono anche dipendenti di negozi vicini.
I furti scoperti dalle telecamere di una società privata
Per indagare sull’origine delle sparizioni sono state piazzate telecamere ovunque. Ad occuparsene una società investigativa privata che ha scoperto come avvenivano i furti. Al centro del sistema c’era una cassiera del negozio, era lei la talpa interna. Metteva da parte la merce nascondendola in armadio vicino a dove lavorava. Rimuoveva le tacche anti taccheggio e preparava le buste. Appena arrivavano i carabinieri le buste venivano consegnate nelle loro mani. Dentro c’erano capi di ogni genere: giacche, intimo, borse, cappelli, cosmetici e profumi.
La lista degli indagati per quanto riguarda le forze dell’ordine
Gli agenti di polizia sono nove: un primo dirigente della Polfer, due commissari, un ispettore, un assistente capo, un vice sovrintendente, un assistente capo coordinatore, un sovrintendente capo, un’agente. Per quanto riguarda i carabinieri: dodici esponenti dell’Arma, tra cui un brigadiere, diversi vice brigadieri e infine appuntati scelti in servizio allo scalo.
L’indagine non è limitata ai poliziotti e i carabinieri
Oltre a poliziotti e carabinieri ci sono altri venti indagati: sono dipendenti di negozi vicini. Tutti sorpresi a fare shopping alla Coin con lo stesso modus operandi e, ovviamente, con la complicità della stessa cassiera.
Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it




