“Assunzioni e lotta alla precarietà”: Landini alle Molinette, “stop privatizzazione della sanità”

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«Siamo alla privatizzazione del sistema sanitario»: Maurizio Landini, leader Cgil. «La Regione è in fuga dalle sue responsabilità»: Giorgio Airaudo, leader Cgil Piemonte. La location è stata l’Aula Magna dell’ospedale Molinette, che fa parte della Città della Salute di Torino, dove oggi si è tenuta l’assemblea con le lavoratrici e i lavoratori.

Landini a Torino: “Sanità sempre più privatizzata, raccolta firme sul servizio sanitario pubblico”

https://www.lastampa.it/torino/2026/03/02/video/landini_a_torino_sanita_sempre_piu_privatizzata_raccolta_firme_sul_servizio_sanitario_pubblico-15528763/

«Azienda impoverita»

Occasione straordinaria, quella di Landini, in una azienda, la Città della Salute, in fase di contrazione. Dai 2300 posti letto del 2012 ai 1.500 odierni. Da 12 mila a poco più di 7 mila dipendenti. Così lo ha ragguagliato Massimo Esposto. E ancora: 220 mila ore di straordinario utilizzate dal personale del comparto nel 2025, che si sommano a 30 mila ore di prestazioni aggiuntive effettuate oltre l’orario di lavoro contrattuale, 86 mila ore di pronta disponibilità, ovvero reperibilità, il 30 per cento oltre il limite del contratto. L’anno scorso i dirigenti medici e sanitari hanno maturato 830 mila ore in eccedenza rispetto al contratto e vantano un residuo complessi vo di 80 mila giornate di ferie.


«Il lusso di curarsi»

Numeri sciorinati al burbero leader della Cgil, e seguiti dalle domande degli operatori sanitari, a tutti i livelli, in una sala da tutto esaurito. Prima degli interventi, l’esposizione di un grande striscione: «La Sanità siamo noi». «Siete voi ma lo sono anche i cittadini. C’è una scelta politica precisa da parte del governo, rimettere in discussione il servizio sanitario nazionale – ha esordito Landini, guadagnandosi i primi applausi -. La situazione rischia di esplodere, assistiamo a spese sanitarie private mai viste, peggio ancora stanno coloro che non possono spendere di tasca propria per curarsi».


L’affondo

Poi il primo affondo: «Non firmiamo più contratti che non compensino la riduzione del potere di acquisto dei salari. Sono prima di tutti i lavoratori a dover votare sui loro contratti, prima ancora dei sindacati, in assenza di voto a maggioranza si riprende a trattare».

La prossima mossa

«Una campagna di raccolta firme per una proposta di legge per decidere cosa deve essere la sanità oggi, seguita da vertenza e da una mobilitazione nel Paese – ha aggiunto il segretario, chiedendo assunzioni, lotta alla precarietà e apertura delle frontiere -. Semmai, andrebbero chiuse in senso inverso, le frontiere, per evitare che i nostri medici ed infermieri espatrino alla ricerca di condizioni migliori”. Una campagna dal basso, insomma, per denunciare che “siamo al punto di non ritorno».

«Regione in fuga»

E’ il giudizio di Airaudo, che ha preso il testimone da Landini: «La situazione è peggiorata, le assunzioni sono insufficienti, nelle Rsa siamo alla lotteria dei posti». In sintesi: «La Regione è in fuga dalle sue responsabilità, ormai non si punta alla sanità pubblica ma alle mutue«. Confermato l’impegno ad una grande mobilitazione anche in Piemonte, dopo quelle del recente passato: «Questa volta vogliamo portare 25 mila persone davanti al Grattacielo della Regione». Applausi.

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