Fascisti su Marte? No, al Tg2. Ma questa volta, a essere marziana è la polemica dell’eurodeputato Pd Brando Benifei sulla presunta croce celtica con cui il giornalista Rai Andrea Romoli è andato in onda nei giorni scorsi durante un servizio dalla Farnesina. Immortalato “esibendo senza vergogna un simbolo voluto lì proprio in quel momento per provocare e infangare la nostra memoria” attacca Benifei sui suoi social. Che poi denuncia come “l’occupazione della Rai da parte di figure vicine all’ultradestra” abbia “superato il livello di guardia” giacché “l’Italia è e resta antifascista”.
Ma se c’è uno per il quale l’Italia può tranquillamente restare antifascista è proprio il giornalista Romoli. La spilla con cui è andato in onda, infatti, è tutt’altro che una croce celtica, anzi si tratta di una onorificenza ottenuta nel 2021 quando fu insignito di un encomio solenne per essersi “distinto per l’altissimo e incondizionato senso del dovere e per la straordinaria motivazione al lavoro” durante il Covid.
La nota del Cdr
A segnalarlo è stato proprio il Comitato di redazione del Tg2: «Con riferimento ai post apparsi sui social su una presunta croce celtica indossata dal collega Andrea Romoli in alcune dirette degli ultimi giorni», il Cdr precisa che «la spilla indossata non è una croce celtica, ma un’onorificenza militare (un encomio solenne) che gli è stato conferito per l’opera svolta durante il Covid, da capitano della Riserva Selezionata dell’Esercito, in un ospedale militare da campo in Calabria. Il collega – conclude la nota – si riserva azioni in sede giudiziaria, a tutela della sua reputazione».
“Altissimo e incondizionato senso del dovere”
Nel 2021, Romoli è stato insignito dell’encomio solenne dopo essersi «distinto per l’altissimo e incondizionato senso del dovere e per la straordinaria motivazione al lavoro. Ufficiale della Riserva Selezionata animato da un inesauribile fervore partecipativo, richiamato in servizio e assegnato al Comando dei Supporti Logistici in qualità di giornalista, ha assolto il delicato incarico di Ufficiale addetto stampa presso l’ospedale da Campo di Cosenza in maniera eccezionalmente scrupolosa, evidenziando un approccio proattivo, partecipativo e moderno, lungimiranza di idee e concretezza realizzativa», si legge nella motivazione delle Forze Operative Terrestri di Supporto. «Sostenuto da non comune spirito di servizio, il Capitano Romoli ha operato con grandissima efficacia e con rarissimo buon senso, affrontando le varie problematiche connesse all’incarico assegnatogli con straordinario impegno, grande passione e assoluta fedeltà d’intenti, assicurando, in ogni circostanza, risultati di altissimo rilievo e affermandosi quale apprezzatissimo punto di riferimento per l’Ufficio Pubblica Informazione e Comunicazione dello Stato Maggiore dell’Esercito, meritando così la piena e incondizionata fiducia delle Superiori Autorità».
Nonostante le smentite, al momento della pubblicazione dell’articolo il post di Benifei è ancora online.
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