Primi risultati delle elezioni in Nepal, andato alle urne giovedì 5 marzo. Il Partito dell’Indipendenza nazionale (Rsp), d’ispirazione centrista, supera di gran lunga i rivali. Una realtà politica nata tre anni fa guidata non dal leader accusato di frode, ma da Balendra Shah, ex sindaco della capitale Kathmandu, nonché ex rapper.
Un personaggio sulla cresta dell’onda della popolarità. Anche e soprattutto spinta dalle rivolte della Generazione Z che negli scorsi sei mesi hanno messo sotto scacco il Paese (tra Parlamento in fiamme e ministri a rischio linciaggio), portando all’uccisione di 77 persone e costringendo l’ex primo ministro marxista, Khadga Prasad Sharma Oli, a dimettersi.
Al suo posto, è arrivata la nomina della prima donna come prima ministra ad interim: Sushila Karki. L’ex ministra della Giustizia ha riportato la quiete, placando le mastodontiche proteste nella capitale dei “Nepo Kids”, che comunque continuano a chiedere «un cambiamento».
Chi è “Balen”
Balendra Shah, detto “Balen”, ha una laurea in Ingegneria civile ottenuta in Nepal. Ha anche studiato in India. Dopodiché, la grande passione della musica, influenzato da Tupac e 50 Cent. Il padre era un praticante di medicina tradizionale ayurvedica. La politica è stata la scommessa su cui ha puntato quattro anni fa, candidandosi come sindaco della capitale nepalese.
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Un ruolo ricoperto fino a gennaio, quando ha deciso di correre come premier. Negli anni, comunque, si è fatto apprezzare per aver migliorato infrastrutture urbane, gestione dei rifiuti e servizi sanitari. Human Rights Watch, tuttavia, lo aveva criticato per aver usato la polizia per sequestrare le proprietà occupate
Oggi conta 3,5 milioni di follower sui social e la sua è un’immagine che si distacca dalla corruzione, uno dei temi più sentiti dalla popolazione rispetto alla classe politica. Dure le critiche all’establishment. La sua posizione è tutta concentrata nella canzone “Balidan”, pubblicata a gennaio 2020 e da oltre 12 milioni di visualizzazioni su YouTube: «Mentre vendiamo la nostra identità all’estero, i dipendenti pubblici ricevono uno stipendio di 30 mila dollari e hanno proprietà in 30 posti diversi».
Barre che hanno ispirato i giovanissimi del Paese durante le proteste degli scorsi mesi. A loro si era anche rivolto con un messaggio preciso: «Cara Gen Z, le dimissioni del vostro assassino sono arrivate. Ora la vostra generazione dovrà guidare il Paese. Siate preparati». Nel suo programma, al primo posto c’è la volontà di creare 1,2 milioni di posti di lavoro contro le migrazioni forzate (dato che all’incirca 2.000 nepalesi espatriano ogni giorno).
Il primo spoglio
Quasi 19 milioni di persone sono state chiamate a presentarsi alle urne in questa tornata di legislative. A votare è stato il 59%. Su un totale di 275 seggi nella Camera bassa del Parlamento nepalese, da venerdì mattina è in corso lo spoglio di 165 seggi eletti con voto diretto. I restanti 110 rispondono a un sistema di rappresentanza proporzionale.

Dal primo spoglio, il Partito dell’Indipendenza nazionale era in testa in 37 seggi, conquistandone un centinaio. È seguito dal Partito Comunista del Nepal di KP Sharma Oli. C’è poi il partito più antico del Paese, il Partito del Congresso Nepalese, guidato dal 49enne Gagan Thapa.
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