Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian si è scusato con «i Paesi vicini che sono stati attaccati» e si è impegnato a non prenderli di mira a meno di raid contro la Repubblica islamica. Nello stesso tempo ha confermato che Teheran «non si arrenderà mai agli Usa e a Israele», mettendo in chiaro che le basi americane nella regione restano «un obiettivo legittimo». Ma i raid sul Golfo sono proseguiti per tutta la giornata, provocando anche un morto a Dubai. Attacchi osannati dall’ala più dura dell’establishment iraniano che intanto accelera sull’elezione della nuova Guida Suprema. «Abbiamo la fiduciosa speranza che, con l’aiuto di Dio, ciò possa avvenire nelle prossime 24 ore», ha annunciato l’ayatollah Hossein Mozaffari, membro di quel Consiglio degli 88 Esperti chiamato a scegliere l’erede di Ali Khamenei tra le pressioni del clero fondamentalista, dei pasdaran e dell’ala più moderata dell’establishment. Sul fronte libanese, un blitz delle forze israeliane per recuperare i resti di un pilota nel villaggio di Nabi Sheet ha provocato almeno 41 morti, secondo il governo di Beirut.
Per approfondire
Trump: “Nessuna indicazione che la Russia stia aiutando l’Iran”
Alla domanda se la Russia stia sostenendo l’Iran, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha risposto: «Non ho alcuna indicazione in tal senso. Se lo stanno facendo, non stanno facendo un buon lavoro, perché l’Iran non se la sta passando molto bene». Trump ha risposto alla stampa dall’Air Force One.
Gli Usa smentiscono la notizia diffusa dall’Iran di soldati americani catturati
Un portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti, Centcom, ha negato che l’Iran abbia catturato soldati statunitensi, dopo che il capo del Consiglio di Sicurezza Nazionale iraniano Ali Larijani, in un post su X, aveva dichiarato il contrario. «Le affermazioni del regime iraniano sulla cattura di soldati americani sono l’ennesimo esempio delle sue menzogne e dei suoi inganni», ha dichiarato il portavoce di Centcom ad Al Jazeera Arabic. Larijani aveva scritto che «mi è stato riferito che diversi soldati americani sono stati fatti prigionieri» senza però specificare in quali circostanze né fornire prove a supporto delle sue affermazioni.
Raid di Israele contro una roccaforte di Hezbollah a sud di Beirut
Un raid israeliano ha colpito stasera una roccaforte di Hezbollah nella periferia sud di Beirut. Lo ha riferito l’agenzia di stampa libanese Ani, secondo cui «un aereo da guerra israeliano ha condotto un attacco su Haret Hreik». L’esercito israeliano ha confermato dal canto suo su Telegram che «ha colpito infrastrutture di Hezbollah nel settore di Dahiyeh, la periferia sud, a Beirut».
Trump accoglie le bare dei soldati Usa uccisi in Medio Oriente
Donald Trump ha assistito al «dignified transfer» accogliendo le bare di sei soldati statunitensi uccisi in un attacco con drone contro un centro di comando in Kuwait. Il presidente si è unito alle famiglie in lutto presso la base aerea di Dover, nel Delaware, mentre le casse avvolte nella bandiera americana, che trasportavano le salme dei militari, tornavano negli Stati Uniti. Il «dignified transfer» si verifica quando le spoglie dei militari statunitensi uccisi in azione vengono restituite agli Stati Uniti. «È un giorno molto triste», ha detto il presidente Usa Donald Trump ai giornalisti sull’Air Force One mentre tornava in Florida, spiegando di essere «felice che abbiamo reso omaggio».
Trump: “Vogliamo scegliere un presidente che non porti il Paese in guerra”
«Non vogliamo tornare ogni cinque o dieci anni a fare questo. Vogliamo scegliere un presidente che non porti il proprio Paese in guerra». Lo ha ribadito Donald Trump parlando del prossimo leader iraniano.
Trump: “L’invio di portaerei da Londra sarebbe stato bello due settimane fa”
«L’invio di portaerei britanniche sarebbe stato carino due settimane fa». Lo ha detto Donald Trump criticando Londra. In un precedente messaggio su Truth, il presidente aveva riferito che il Regno Unito sta pensando all’invio ma che gli Stati Uniti «ora non ne hanno bisogno».
Trump: “Truppe di terra in Iran? Dovrebbe esserci una ragione molto valida”
«Non voglio nemmeno parlarne. Non credo sia una domanda appropriata e non ho intenzione di rispondere». Donald Trump ha replicato così ai giornalisti che gli chiedevano se abbia intenzione di inviare truppe di terra in Iran. E poi ha aggiunto: «Dovrebbe esserci una ragione molto valida. Se mai lo facessimo, sarebbero così decimati che non sarebbero in grado di combattere».
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