Boom della “quietcation”, la vacanza asociale: “Il nuovo lusso è il silenzio”

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Sarà che andiamo sempre tutti di corsa. Sarà che siamo troppo stressati ed esauriti. Sarà l’esigenza di staccare la spina dalla centrifuga della vita moderna, dai social e dall’universo mondo. Sarà per tutto questo che si sta facendo strada una nuova tendenza di viaggio: la “quietcation”, ovvero la vacanza silenziosa, crasi di “quiet” e “vacation”. «Si tratta di una forma di turismo detox ispirato al silenzio, alla lentezza e alla disconnessione per una rigenerazione psicofisica», sintetizzano dalla BIT di Milano.
Sarà questa la tendenza vacanziera delle prossime estati, in un mondo sempre più caratterizzato da guerre, infodemìa digitale, burnout lavorativo, sovraffollamento turistico. Dalla vacanza esperienziale a quella terapeutica: una rivoluzione rispetto ai viaggi imperniati su itinerari, sport e adrenalina, tanto in voga negli ultimi tempi.

La bubble room della piattaforma ViviExperience

 

Silenzio e assenza di stimoli: è questo il nuovo lusso, insomma. Stelle sì, ma quelle del cielo più che quelle degli hotel: non è un caso che su Skyscanner ed Expedia le richieste di “quietcation” siano aumentate del 50% solo nell’ultimo anno, mentre la domanda di strutture con programmi di digital detox è cresciuta del 23%. Che poi, a pensarci bene, non è che un ritorno all’essenza del concetto di “vacanza”, intesa come vuoto e assenza, più che come esperienza a tutti i costi.
Ieri, 7 marzo, ricorreva la Giornata mondiale della disconnessione. Un controsenso, se celebrata su web e social. Ma con un fondamento scientifico. Numerosi studi confermano infatti che il silenzio riduce il cortisolo, migliora la concentrazione, favorisce il sonno. L’unica connessione benefica, concordano medici e psicologi, non è quella del wi-fi ma quella con la natura, un antidepressivo a volte più efficace dello Xanax.
Lo abbiamo sperimentato tutti quanti durante la pandemia: un’ora di camminata nel verde e l’ansia del Covid magicamente si placava. Lo sanno bene i norvegesi, che della vita all’aria aperta ne hanno fatto una filosofia di vita: loro la chiamano friluftsliv, ed è un modo per ridurre lo stress e migliorare la salute fisica e mentale attraverso le attività outdoor più disparate. Capito perché alle Olimpiadi invernali sono sempre in testa al medagliere?


Nel bosco: la Cena tra gli alberi di ViviExperience

 

“Enjoy the silence”, cantavano i Depeche Mode. Ecco, si può dire la “quietcation” incarni l’invito a riconnettersi con se stessi lontano dal turismo di massa, rumoroso e fracassone. Un trend che tra l’altro si allinea all’idea di turismo sostenibile, promuovendo destinazioni meno affollate e a basso impatto ambientale. «Il silent travel – aggiungono dalla BIT – si ispira a modalità di viaggio antiche come pellegrinaggi medievali, ritiri monastici, tradizioni contemplative orientali. Ciò che cambia è che oggi si tratta di un fenomeno diffuso e non confessionale».
Talmente diffuso che anche i tour operator specializzati nella vendita di viaggi esclusivi si stanno sempre più orientando sulle vacanze più slow. Come la piattaforma ViviExperience, che ha recentemente lanciato le “Offline Experiences”, la prima collezione italiana di soggiorni luxury digital-free. «Si tratta di un posizionamento nuovo nel travel di fascia alta – spiega la fondatrice Gabriella Gianvincenzo –. Il silenzio come servizio e l’assenza di notifiche, wi-fi o tv come lusso contemporaneo. Telefono sigillato all’arrivo, rituali sensoriali guidati, soggiorni in natura progettati su misura. Un format pensato per intercettare una domanda crescente nel segmento premium».
Una domanda che riflette un desiderio collettivo di fermarsi, privilegiando la qualità del tempo libero rispetto alla quantità di esperienze vissute. E che si traduce nella ricerca di ritiri naturali e meditativi, cabine insonorizzate, esperienze digital detox per il benessere mentale come l’osservazione notturna del cielo, il forest bathing, le silent spa. Esperienze di pace, ideali per i tanti che cercano un rifugio di tranquillità dove rilassarsi e allontanarsi dal brusìo.
Le iniziative più curiose di ViviExperience sono la notte nella bubble room tra degustazioni, massaggi sensoriali e osservazioni della volta celeste, oppure la suite sull’albero con tavola sospesa, cena a luce di lanterna e colazione coi prodotti del bosco.
E se lo svedese Karolinska Institutet di Stoccolma ha dimostrato la misurabilità del beneficio di una vacanza sulla salute, in Italia l’AIDIT-Associazione distribuzione turistica aderente a Federturismo Confindustria ha proposto come misura di prevenzione l’introduzione della detraibilità fiscale per i viaggi benessere.

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