Il ministro Nordio sul caso Bartolozzi: “Parole male interpretate, non deve dimettersi”

0
4

«La mia capa di Gabinetto? Le sue parole sono state mal interpretate. Non dovrà dimettersi».

Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio, a Torino per un dibattito di FdI sul referendum, difende la dottoressa Giusi Bartolozzi, che in un dibattito tv ha definito la magistratura «un plotone di esecuzione».

Secondo Nordio avrebbe lei stessa «chiarito il suo punto di vista: non si riferiva assolutamente a tutta la magistratura ma soltanto a quella piccola parte minoritaria politicizzata. Sono certa che si scuserà per una frase interpretata in modo improprio, ma che conoscendola, anche come magistrato, non rappresenta certamente il suo pensiero. Alla magistratura alla quale io mi sento ancora di appartenere, perché una volta magistrato si è sempre magistrato, do ovviamente la mia solidarietà, anche se con alcuni abbiamo idee diverse. In ogni caso – continua Nordio – il dissenso è il sale della democrazia: auspico che i toni vengano tenuti sempre bassi secondo i saggi suggerimenti del Presidente della Repubblica».

Toni che non suggeriscono l’idea di una «riforma punitiva»? «Io sono entrato in magistratura nel 1975 e la prima indagine che ho fatto è stata sulle Brigate Rosse. Ho tenuto la toga per oltre 40 anni, figurarsi se un magistrato che si sente ancora tale vuole umiliare la magistratura. Questa è la considerazione che è stata fatta negli ultimi mesi che mi ha ferito di più. E’ una riforma che anzi libererà la magistratura da quella che è l’ipoteca delle correnti e da quella degenerazione che tra l’altro è stata denunciata non certamente soltanto da me ma anche da molti che oggi militano per il no».

Sul sorteggio dopo due valutazioni, come proposto dal viceministro Sisto, «saranno le leggi attuative a dirlo. Se vincerà il sí come confido apriremo subito un tavolo di confronto per le leggi attuative assieme alla magistratura, all’avvocatura e al mondo accademico».

E sulla sua assenza al comizio di chiusura di Fratelli d’Italia a Roma, il 19 marzo, il ministro dice: «Io sarò presente a quello con la premier Giorgia Meloni. La chiusura poi, certo, potrei farla nel mio Veneto».


Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it