Il dossier che scuote la Liguria: così Bucci spiava i giornalisti del Secolo XIX

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Dossier nei confronti dei cronisti del Secolo XIX e del suo direttore Michele Brambilla. A darne notizia, oggi, sono Il Fatto Quotidiano e Repubblica che raccontano nei dettagli come, per mesi l’ufficio stampa della Regione Liguria, una struttura pagata con fondi pubblici, avrebbe confezionato dossier nei confronti dei cronisti costruendo una sorta di black list dei giornalisti sgraditi: nomi che sarebbero poi stati inviati all’editore del quotidiano, la società Bluemedia.

E’ una storia che travolge politica, informazione, industria. Al centro c’è il governatore Marco Bucci che, attraverso questo dossier avrebbe cercato di fare pressione sull’editore per ammorbidire la linea del giornale diretto da Brambilla. «Ma è stato proprio Brambilla a chiederci quelli che non erano dossier ma semplici rassegne stampa», spiega il portavoce di Bucci, Federico Casabella.

Poi c’è l’aspetto giudiziario. Il direttore Brambilla ha già presentato denuncia, sostenendo di non aver mai chiesto quei dossier. «Ma chi li chiama così mi diffama», replica ancora Casabella. «Quello era il mio lavoro».

La vicenda nasce da un esposto anonimo: un faldone di ben 23 pagine. Tanto che nelle ultime settimane l’Ordine avrebbe convocato tutti i capi delle redazioni genovesi. E, ieri, sarebbero stati sentiti decine di giornalisti del quotidiano genovese.

Ma che cosa c’era in quei report? C’erano i “desiderata” di Bucci sotto elezioni con “interviste a livello nazionale, racconti su come è cambiata Genova, sondaggi, correzione su eventi sbilanciati su Silvia Salis, equilibrio sui titoli. Oppure il conteggio delle righe dedicate ai candidati nelle elezioni comunali, per esempio. Le critiche alla costruzione dei titoli. In uno dei documenti si legge che «ogni articolo dovrebbe essere equilibrato mantenendo lo stesso numero di righe per schieramento» e che nel giornale «le posizioni di Salis sono espresse con spazi maggiori», mentre quelle del centrodestra sarebbero «sottodimensionate». Sono solo alcuni dei tanti punti finiti nel dossier. I report, trimestrali, erano capillari e quotidiani. Viene citato l’attacco (definito “irrispettoso”) di Salis a Bucci, definito “bulletto”. Ma nei dossier finisce anche il compleanno “glamour” di Salis che ha pubblicato un video mentre “canta i Pinguini Tattici Nucleari”. E tanto altro ancora. Materiale che ora finisce nel mirino della procura.


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