ROMA. Enrica Bonaccorti è morta lottando fino alla fine, come sempre nella sua vita dove niente é stato semplice nonostante il grande successo. Una vita sulle montagne russe, tra alti e bassi, con il punto fermo e felice di una figlia amatissima, Verdiana, il suo grande orgoglio.
Il garbo e l’intelligenza come cifra di una carriera che ha avuto tanti colori: conduttrice, autrice, paroliera di canzoni e negli ultimi anni opinionista, parola che non le piaceva per niente. Ma anche in questo ruolo è sempre stata lei, equilibrata e preparata senza mai la necessità di urlare e litigare per affermarsi. «Sono una tipologia in via di estinzione», mi ha detto in una delle ultime telefonate, quando già la malattia si era manifestata con tutta la sua ferocia. Sapeva di non avere ancora molto tempo e di volerlo passare con le persone del suo cuore. Verdiana prima di tutto, che ha cresciuto da sola. Dopo due anni di matrimonio il marito, Daniele Pettinari la abbandonò con la bambina che aveva solo 11 mesi.
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“Ho buttato l’abito da sposa», disse la conduttrice. “E mi sono rimboccata le maniche”. Da allora la responsabilità verso la figlia, che ha scelto di avere il cognome della madre, è stata il motore delle sue giornate, un rapporto tra due amiche prima ancora che tra madre e figlia. «Posso farmi una ragione nel dover lasciare questa vita, ma non di dover lasciare mia figlia», spiegava con la voce già piegata dalla malattia. Verdiana, il suo unico grande amore. L’amore, quello romantico, è stato un comprimario. Per Renato Zero una amicizia sentimentale, («La verità è che io ero innamoratissima di lui, lui un po’ meno. Ne abbiamo combinate tante e abbiamo avuto un bel periodo insieme, e oggi, dopo quasi 60 anni, siamo ancora amici»), per il principe Carlo di Borbone passione adolescenziale, per Giacomo», l’ultimo, con cui siamo stati insieme 22 anni meravigliosi” un rapporto solido e complice.
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La grande popolarità arrivata con Non è la Rai, nel 1991. «Mi chiamò Berlusconi direttamente, mi offrì il mezzogiorno di Canale 5». Poi la decisione di prendersi un sabbatico, per amore del principe Carlo di Borbone. “Maurizio Costanzo cercò di trattenermi, mi diceva che rientrare non sarebbe stato facile. E aveva ragione. Ma io penso poco al domani, vivo giorno per giorno. Faccio cose semplici non strategiche». Ed è in questa filosofia, in questo modo di vivere, scegliendo sempre se stessa, che è la ragione dell’affetto che le ha sempre portato il pubblico. In un mondo in cui tutti sgomitano per esserci, lei si è sempre preoccupata di vivere e di stare con le persone importanti. Non era schiava delle telecamere, degli applausi, e degli autografi che ti chiedono i fan, un lusso che nasceva da una grande consapevolezza di se e del senso della vita. Da vivere fino all’ultimo, a forza di braciate. «Credo che la vita sia da affrontare così come ti si presenta. È chiaro che cerchi di migliorare le cose, ma quando le difficoltà le vedi chiare davanti o nuoti o affoghi, le dai quelle due bracciate, altrimenti che fai? Fai il morto a galla? Non vale la pena». E lei ha nuotato fiera e bella fino all’ultima bracciata.
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