La svolta di Cuba, i suoi residenti all’estero potranno investire nell’isola: con l’aiuto degli Usa

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WASHINGTON. Cuba sta attualmente affrontando la peggiore crisi economica e sociale degli ultimi 67 anni, caratterizzata da un collasso quasi totale della rete elettrica nazionale, gravi carenze alimentari, blackout che durano fino a 16 ore al giorno e una crescente instabilità sociale.

A oggi, la situazione ha raggiunto un punto di rottura critico, mentre continua l’embargo petrolifero imposto dal presidente Donald Trump all’isola dopo la cattura, a inizio gennaio, dell’ex presidente venezuelano Nicolás Maduro.

Lunedì la rete elettrica cubana ha subito un collasso totale, secondo quanto comunicato dall’operatore energetico del paese, segnando l’ultimo blackout a livello nazionale degli ultimi anni e il primo da quando gli Stati Uniti hanno di fatto interrotto il flusso di petrolio verso Cuba.

Il presidente americano ha dichiarato domenica che gli Stati Uniti potrebbero presto raggiungere un accordo con Cuba o intraprendere altre azioni, lasciando intendere che degli sviluppi nei rapporti, a lungo tesi, potrebbero giungere rapidamente.

«Anche Cuba vuole raggiungere un accordo e credo che, molto presto, o troveremo un’intesa o faremo tutto ciò che dobbiamo fare», ha detto Trump ai giornalisti a bordo dell’Air Force One. «Stiamo parlando con Cuba, ma ci occuperemo dell’Iran prima di Cuba». Fra le aperture del governo di Miguel Díaz-Canel per venire incontro alle richieste della Casa Bianca, i cittadini cubani residenti all’estero, in luoghi come Miami, saranno autorizzati a investire nel settore privato e a possedere attività imprenditoriali nella loro patria. Una decisione di portata storica, vista la natura del governo cubano.

Cuba, Trump: “Accordo o faremo quello che è necessario. Ma prima l’Iran”

In un’intervista con NBC News, Oscar Pérez-Oliva Fraga, vice primo ministro di Cuba, ha dichiarato che il suo Paese è aperto a intrattenere una relazione commerciale fluida con le aziende statunitensi, i cubani residenti negli Stati Uniti e i loro discendenti. Tuttavia, il blocco da parte dell’amministrazione Trump sta ostacolando tali sforzi.

L’intervista, la sua prima, giunge mentre Fraga tenta di ridare slancio all’economia cubana in difficoltà attraverso una serie di riforme economiche volte a creare quello che ha definito un «ambiente imprenditoriale dinamico».

L’obiettivo sarebbe quello di rilanciare svariati settori: dal turismo all’industria mineraria, fino alla riparazione e all’ammodernamento dell’antiquata rete elettrica.

Tale decisione giunge mentre le tensioni tra Washington e L’Avana rimangono elevate, a seguito di anni di sanzioni, attriti diplomatici e dispute in materia di migrazione e sicurezza, con gli alleati regionali e gli investitori internazionali che osservano attentamente in cerca di segnali di un cambiamento di rotta politica.

«Il blocco degli Stati Uniti — la politica di ostilità nei confronti di Cuba — è indubbiamente un elemento che incide sullo sviluppo di queste trasformazioni», ha affermato Fraga, riferendosi ai tentativi di intessere legami economici con gli USA. «Il blocco ci preclude l’accesso ai finanziamenti, alla tecnologia e ai mercati; negli ultimi anni, in particolare, è stato volto specificamente a privare il nostro Paese dell’accesso al carburante».

Venerdì scorso, il governo cubano ha confermato per la prima volta di essere in trattative con l’amministrazione Trump, il quale ha avvertito il Paese comunista che potrebbe andare incontro a un destino simile a quello di Nicolás Maduro in Venezuela.

«Questi colloqui hanno avuto l’obiettivo di trovare, attraverso il dialogo, soluzioni alle divergenze bilaterali esistenti tra le due nazioni», ha dichiarato Diaz-Canel in un video trasmesso dalla televisione di Stato.

Il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha confermato che, negli ultimi tre mesi, non un singolo carico di greggio ha raggiunto le coste dell’isola, scatenando una crisi energetica a livello nazionale che ha provocato blackout e costretto gli ospedali a rinviare gli interventi chirurgici.

Ciò ha scatenato violente proteste — secondo il quotidiano statale «Invasor», eventi estremamente rari in questo Stato a partito unico.

Una manifestazione pacifica nella città di Moron è degenerata in violenza sabato, quando i manifestanti hanno lanciato sassi contro l’edificio del Comitato municipale del Partito e hanno appiccato un incendio in strada, secondo quanto riportato dal giornale. Trump ha affermato in precedenza che Cuba «crollerà molto presto» a meno che non stringa un accordo con lui, e ha suggerito, la settimana scorsa, di poter effettuare un’ acquisizione amichevole della nazione insulare, aggiungendo poi: «potrebbe non trattarsi di un’acquisizione amichevole».

Nonostante i rinnovati contatti, permangono differenze significative tra i due governi. Funzionari statunitensi hanno lasciato intendere che un eventuale allentamento della pressione dipenderebbe probabilmente da concessioni politiche ed economiche da parte dell’Avana, mentre i leader cubani insistono sul fatto che i negoziati debbano rispettare l’indipendenza dell’isola.

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