C’è un bel pezzo di Premier in questa Italia che si giocherà gli spareggi Mondiali contro l’Irlanda del Nord, giovedì sera a Bergamo, e spera nella finale in trasferta del 31 marzo contro una tra Galles e Bosnia. Roba da torneo del Regno Unito, ma l’esperienza di Gigio Donnarumma (Manchester City), Riccardo Calafiori (Arsenal) e Sandro Tonali (Newcastle) può tornare utile fino ad un certo punto. Perché pochi nordirlandesi giocano nel massimo campionato inglese e il più famoso, il capitano Conor Bradley (Liverpool), è fuori per infortunio. «Concentriamoci su noi stessi – spiega Calafiori da Coverciano – perché dipende da noi più che dagli avversari. La partita va preparata cercando di essere più leggeri possibile: dobbiamo stare attenti sui loro calci piazzati, possono essere pericolosi come sul lancio lungo».
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dal nostro inviato Gianluca Oddenino
Massima concentrazione, dunque, ma anche il giusto modo di vivere questa vigilia piena di pressioni per un appuntamento che la Nazionale non può fallire. «Vogliamo tutti la stessa cosa e mi piace sempre pensare in maniera positiva – spiega il difensore centrale azzurro –: la pressione c’è, è inutile cercare di evitarla. Sappiamo tutti quanto è importante per noi qualificarci a questo Mondiale. Per quello che si può non ci si pensa, siamo già a -2 dalla partita. Io sono contento di disputare questa partita: cerchiamo di vivercela bene e di pensare positivo, può essere una settimana in cui possiamo essere tanto felici perché non pensiamo ad altro che a pensare al Mondiale».

La gestione di Gattuso sta facendo la differenza: i giocatori vogliono stare a Coverciano e lo spirito famigliare è stato ricreato dal ct da settembre in poi. «L’ho apprezzato molto – sorride Calafiori – e ho sentito più lui che mia madre negli ultimi mesi. Io sono un po’ schivo, lui è stato bravo a starmi vicino, abbiamo fatto quella cena a Londra. Non abbiamo avuto occasione di allenarci in questi mesi, ma c’è poco da allenare e tanto da stare insieme». Da qui si riparte, dal senso di appartenenza e dalla voglia di riportare l’Italia al Mondiale. «Quando vesti questa maglia c’è responsabilità, ma io la vedo più come una opportunità. Preferisco per mille motivi giocarla una gara del genere piuttosto che no. Andare al Mondiale è il sogno che avevo da bambino e questa partita non vedo l’ora di giocarla».
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