
Cuneo non cercava la ribalta internazionale. L’evento era pensato per gli studenti del territorio, non per le agenzie di stampa d’Oltreoceano. Eppure la sequenza di dichiarazioni, repliche e controrepliche ha reso la città piemontese – almeno per un giorno – lo sfondo geografico di uno degli scambi più seguiti tra un presidente americano Donald Trump e una star di Hollywood come George Clooney.
Trump: «Gli unici crimini sono i suoi film»
«L’unica persona che sta commettendo crimini di guerra è George Clooney, per i suoi film orribili». Così Donald Trump ha risposto all’attore americano che mercoledì mattina, dal palco del Palazzetto dello Sport di Cuneo, aveva accusato il presidente di aver superato «il limite della decenza». La replica è arrivata attraverso una nota stampa firmata da Steven Cheung, direttore della comunicazione della Casa Bianca.
Cuneo citata nella nota ufficiale della Casa Bianca
Nel comunicato ufficiale della presidenza degli Stati Uniti compare, in modo del tutto inusuale, il nome di una città piemontese di 55 mila abitanti. La Casa Bianca ha ricostruito il contesto delle parole di Clooney citando espressamente il luogo dove sono state pronunciate: «Clooney was addressing high school students at an event in Cuneo, Italy». Nel giro di poche ore, quella menzione ha trascinato la città piemontese nelle rassegne stampa di testate come The Guardian, The Hollywood Reporter, Fox News, Variety e The Sydney Morning Herald.
Clooney: «È tempo di dibattiti alti, non di insulti infantili»
Per ricostruire il botta e risposta bisogna tornare a mercoledì all’evento «Dialoghi sul Talento» organizzato dalla Fondazione Crc, durante il quale Clooney aveva incontrato oltre duemila studenti delle scuole superiori del territorio. Davanti a loro, l’attore aveva detto: «Alcuni sostengono Trump e va benissimo, ma se c’è qualcuno che dice di voler porre fine a una civiltà, questo è un crimine di guerra». Parole che in sala avevano generato una standing ovation, prima ancora che l’interprete riuscisse a tradurle.
La risposta di Trump non si è fatta attendere. E Clooney ha replicato a sua volta, senza abbassare i toni: «L’economia mondiale è in bilico. Questo è un momento per un dibattito vigoroso ai massimi livelli, non per insulti infantili. Qual è la difesa dell’amministrazione? Oltre a chiamarmi un attore fallito – cosa con cui concordo volentieri, avendo recitato in Batman & Robin».
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