Chi è Giuseppe Del Leo, l’uomo dell’intelligence indagato per peculato

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Formazione classica, ufficiale dell’esercito, Giuseppe Del Leo entra nell’intelligence dove lavora per oltre 30 anni. Si occupa perlopiù di questioni economiche e finanziarie, un settore delicato dentro i gangli più sensibili della sicurezza nazionale.

Nell’Agenzia informazioni e sicurezza interna ha lavorato per anni come analista, poi dirigente e fino a ricoprire vertici operativi. Conosce molti segreti del Paese, visto che il suo settore si è occupato per anni di finanza, banche, grandi industrie e ovviamente difesa.

Nel 2023 è stato nominato vicedirettore dell’Aisi. Vicino sia a Guido Crosetto, sia a Giorgia Meloni. Piace meno alla Lega a quanto pare. Dopo il caso Giambruno, ex compagno di Meloni poi lasciato dalla premier, il rapporto di fiducia si rompe. Andrea Giambruno era stato spiato proprio sotto casa di Meloni. Dopo quell’episodio, mai chiarito nei dettagli, Del Leo lascia l’Aisi e viene chiamato al Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, la struttura di coordinamento che fa da collante tra le svariate anime dei servizi. Di fatto è un allontanamento dai luoghi che contano e dagli incarichi operativi.

Nel 2025 arriva il pensionamento anticipato, a poco più che 50 anni. Anche in questo caso i dettagli restano nell’ombra.

Quindi va a lavorare per Andrea Pignataro, l’uomo più ricco d’Italia, il matematico che accumula ricchezze grazie a operazioni finanziarie ma che preferisce rimanere un passo indietro rispetto ai riflettori. Del Leo così arriva in Cerved, la società che valuta l’affidabilità delle imprese, e si occupa di analisi predittiva dei rischi geopolitici, oltre che di cybersecurity.


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