VENEZIA. Porto Marghera e Rotterdam, primi depositi europei per le materie prime critiche. È il tentativo dell’Italia di entrare di prepotenza in questi tempi dalla geografia impazzita. Collocando a Nord Est del Paese il primo sito europeo per l’estrazione, lo stoccaggio, la lavorazione e il riciclo di queste materie. “Perché non possiamo più permetterci di dipendere dagli altri Paesi. E questo è un primo passo fondamentale verso l’autonomia energetica, di cui non possiamo più fare a meno” conferma il ministro dello Sviluppo economico Adolfo Urso.
Il progetto di massima ha già ricevuto la bollinatura dal vicepresidente della Commissione Ue e commissario europeo per l’industria, Stéphane Séjourné. “Ha avuto modo di affrontare la questione durante la conferenza stampa a Roma con il ministro Urso l’8 aprile” confermano dal suo staff. I prossimi passi sono tutti definiti: il sopralluogo di Urso con il governatore veneto Alberto Stefani a Porto Marghera, nelle prossime settimane; la preparazione del dossier entro l’estate, per la sua presentazione in Europa entro ottobre; poi, a novembre, il sopralluogo del commissario francese. E, per la fine dell’anno, il via libera definitivo.
Via libera a un progetto che, se dovesse diventare realtà, collocherebbe nel nostro Paese l’innesco della produzione industriale che, più di ogni altra, guarda al futuro. Posizionando a pochi passi dalla laguna veneziana il primo deposito europeo di manganese, litio, cobalto, terre rare. In generale, di tutte quelle risorse minerali e metalliche, che sono essenziali per lo sviluppo di energie rinnovabili, mobilità elettrica e tecnologie digitali. Ma anche gli stessi materiali che, più degli altri, risentono delle conseguenze delle guerre, che ridisegnano la geografia del mondo.
Per stoccarli, il Ministero dello Sviluppo, insieme alla Regione Veneto, hanno individuato Marghera, con il suo interporto. “Luogo ricco di spazi industriali” commenta il vicepresidente di Confindustria, con un lungo passato al vertice degli industriali veneziani, Vincenzo Marinese, confermando la promozione del progetto. Porto Marghera, dunque, per l’arrivo delle navi – ma per quelle dal pescaggio maggiore, potrebbe venire in aiuto Trieste – e per il deposito dei materiali. Con il contributo, poi, dell’interporto di Verona: punto di partenza per i grandi siti industriali dell’Europa meridionale. “Ci stiamo lavorando da tempo e siamo molto fiduciosi” concede Urso, dopo undici incontri con il vicepresidente Ue.
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