Zerocalcare a Torino. La sfida di Askatasuna: “Il 1° maggio vogliamo festeggiare nel palazzo”

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«Il 1° maggio, dopo il corteo, vogliamo tornare tra le strade di Vanchiglia. Vogliamo tornare a festeggiare all’Askatasuna». Poco prima di lasciare la parola al fumettista Michele Rech, in arte Zerocalcare, un militante di Askatasuna, Umberto, parla del corteo della festa dei lavoratori e la della voglia di tornare nel palazzo sgomberato a dicembre e da allora presidiato dalla polizia giorno e notte. Davanti a lui, in piazza Santa Giulia, cinquecento persone.

Nuova sede

Il primo evento del festival «Altri Modi Altri Mondi», alla sua quarta edizione, prima dello sgombero avrebbe dovuto tenersi nel centro sociale di corso Regina. Dopo lo sgombero, doveva tenersi nell’area pedonale di via Balbo, ma una prescrizione della Questura ha interdetto manifestazioni attorno all’isolato del 47 di corso Regina Margherita. «Vedere la militarizzazione per le strade del Quartiere e davanti all’Askatasuna mi spezza un po’ il cuore» afferma Zerocalcare, prima di presentare il suo ultimo libro “Nel nido dei serpenti”, una raccolta di fumetti che tratta del Budapest Complex, il caso ungherese in cui era coinvolta l’allora attivista e ora europarlamentare Ilaria Salis.

La Questura

La prescrizione che interessa il perimetro dell’ex sede di Askatasuna – al 47 di corso Regina Margherita – disposta dalla Questura riguarda pochi metri da via Balbo, ma il provvedimento accende immediatamente la polemica degli organizzatori del festival, al primo giorno di una rassegna che durerà fino al prossimo 3 maggio, tra concerti, dibattiti, proiezioni e gli interventi di diversi ospiti.

La protesta

«La Questura di Torino vuole intimidire il festival notificando prescrizioni per tutto il perimetro che circonda l’Askatasuna. Ma il festival non si ferma» scrivono da Altrimondi sui social. E proseguono: «Di fronte alla postura di chi vorrebbe controllare il nostro territorio e il nostro quartiere, rilanciamo ancora di più l’invito a partecipare al Festival e presidiare insieme Vanchiglia».

Anche lo stesso Zerocalcare ricondivide dal suo profilo il post Instagram di chi organizza.

Il no della Questura

La Questura conferma la misura. Spiegano che le prescrizioni impongono ai manifestanti di rimanere nell’area di piazza Santa Giulia, anche in ragione dei fatti dell’ultima «Street parade» dello scorso sabato. Quella sera – aggiungono – i manifestanti, giunti al termine del percorso concordato, avevano deviato verso il cordone delle forze dell’ordine schierato in via Buniva angolo via Balbo. La situazione era degenerata in uno scontro con brevi momenti di contatto tra corteo e agenti. Inoltre, la polizia aveva risposto al lancio di oggetti e bottiglie di vetro con gli idranti e qualche lacrimogeno.

Le strade bloccate

Viene quindi prescritto ai partecipanti dell’evento di stasera di non spostarsi in alcun modo in via Balbo nel tratto fra via Guastalla e via Buniva, via Guastalla tra via Balbo e corso Regina e il controviale di corso Regina tra via Guastalla e via Buniva.

In più, altre prescrizioni interesseranno anche la giornate del 25 aprile, con l’indicazione di svolgere le iniziative “statiche” in piazza Santa Giulia, nel tratto compreso tra via Balbo e via Santa Giulia lato ovest, a civici dispari.

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