Polymarket, arrestato soldato Usa del blitz contro Maduro: scommise e vinse 400mila dollari

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Un soldato delle forze speciali americane coinvolto nella cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro è stato arrestato con l’accusa di aver scommesso sull’esito di quell’operazione, ricavandone circa 400mila dollari. Lo riferisce una fonte a conoscenza della vicenda.

La mossa aveva attirato quasi subito l’attenzione degli investigatori. A fine dicembre il militare aveva aperto un account su Polymarket, uno dei principali mercati di previsione online, puntando circa 32mila dollari sul fatto che Maduro sarebbe stato “fuori gioco” entro il mese di gennaio. Una scommessa che all’epoca sembrava difficilmente vincente.

Poco dopo, però, l’esercito americano ha condotto un’operazione segreta: Maduro è stato prelevato dal palazzo presidenziale di Caracas nel corso di una missione notturna svoltasi sotto intenso fuoco nemico e trasferito a New York, dove deve rispondere di accuse federali legate al narcotraffico.

Il mese scorso la CNN aveva già rivelato che i procuratori federali stavano indagando sulla scommessa, mentre i responsabili delle unità antifrode dell’ufficio del procuratore di Manhattan avevano incontrato i vertici di Polymarket. L’arresto, avvenuto giovedì, è stato anticipato da ABC News.

Una dinamica simile era già emersa quando sei account creati a febbraio 2026 avevano puntato su un attacco statunitense all’Iran entro il 28 febbraio, incassando complessivamente 1,2 milioni di dollari dopo la conferma ufficiale. Il tema ha attirato l’attenzione politica a Washington. Alcuni senatori democratici hanno chiesto alla Sec (la Consob americana) di indagare sull’eventualità che annunci presidenziali possano aver favorito insider o persone vicine all’amministrazione. Dimostrare casi di insider trading resta tuttavia complesso. Come sottolinea Paul Oudin, esperto di diritto finanziario dell’Essec Business School, le autorità difficilmente procedono senza poter identificare con certezza la fonte dell’informazione privilegiata. «Si possono osservare operazioni massicce che indicano chiaramente che qualcuno sapeva cosa Trump stava per annunciare, ma questo non significa che ci saranno incriminazioni», osserva.


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