Il piano per la Metro 2 di Torino: i lavori a inizio 2027, primi viaggi nel 2033

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Le incognite arrivano da lontano. Dalle tensioni in Medio Oriente, che rischiano di riflettersi anche su un progetto cruciale per Torino. Il cantiere della Linea 2 della metropolitana – un piano da 1,8 miliardi di euro finanziati dal ministero dei Trasporti – non è ancora partito e già è destinato a subire un primo slittamento.

È quanto emerso ieri nella seduta congiunta di commissione – Comune, Regione e Circoscrizione 6 – nel salone del teatro della parrocchia Risurrezione del Signore, in via Monte Rosa. In sala duecento persone, in gran parte residenti a Barriera di Milano, il quartiere che più di altri punta sulla Metro 2 per cambiare passo. A fare il punto è Bernardino Chiaia, presidente e amministratore delegato di Infra.To, la società partecipata che segue il progetto.

Le tempistiche

È lui che, per la prima volta, indica tempistiche diverse da quelle annunciate finora: «Avvio dei lavori a inizio 2027», dice, quando finora si era sempre parlato della fine del 2026. Primo viaggio dei treni «nel 2033», aggiunge, anche se la dead line non era mai andata oltre il 2032. Quando quella data viene pronunciata, in sala si alza un brusio netto, l’unico in oltre due ore di incontro.

I costi

Che qualcosa stia cambiando si vede già. Il Ministero del Lavoro, annuncia Chiaia, ha aggiornato i costi della manodopera: più 4 per cento, pari a 10-12 milioni in più rispetto alle previsioni. Una variazione tanto recente da non essere stata inserita nelle slide del progetto illustrate ieri a Barriera. «I prossimi anni, sul piano dei costi, sono una incognita per approvvigionamenti e prezzo del petrolio» spiega Chiaia a margine, richiamando lo scenario internazionale. Per dare la misura della volatilità cita un episodio recente: «Per quanto accaduto nello Stretto di Hormuz c’è stato un taglio di 200 milioni in una notte da parte del ministero dei Trasporti». Risorse da cui dipende anche la linea 2.

Dieci stazioni

Il progetto prevede dieci stazioni da Rebaudengo a Porta Nuova, con il prolungamento di altre due stazioni fino al Politecnico già inserito ma ancora privo di copertura economica (servono 450 milioni). Entrando nel merito dei prossimi passaggi, Chiaia indica la pubblicazione del bando per le opere civili – le infrastrutture, esclusi i treni – entro i primi giorni di maggio. Da lì partirà la gara per individuare le imprese, o le cordate, che realizzeranno i lavori, per un valore complessivo di circa un miliardo. Il programma prevede a luglio la scadenza del bando, quindi la fase di valutazione e l’aggiudicazione in autunno, seguita dalle verifiche tecniche. È così che l’avvio dei cantieri è fissato «a gennaio 2027». Qualche attività preliminare, come pulizie e bonifiche belliche nell’area del trincerone, potrà partire prima.

Due lotti per i lavori

I lavori procederanno su due lotti, uno da circa 400 e l’altro da 600 milioni. Partiranno contemporaneamente in due punti diversi: più a nord si sfrutterà in parte il trincerone, con interventi meno invasivi; a sud, dove sarà necessario scavare con la talpa.

I treni

Il bando per i treni è già stato aggiudicato a Hitachi Rail. «La Linea 2 cambierà il volto del territorio – dice ai residenti di Barriera l’assessore comunale all’Urbanistica Paolo Mazzoleni – Nella revisione del piano regolatore ne abbiamo tenuto conto». Resta il nodo delle due stazioni aggiuntive. «È necessario che le risorse arrivino entro il 2029», dice Chiaia. In quel caso, proprio perché già parte del progetto, i lavori fino al Poli potrebbero proseguire senza una nuova gara. Molto dipenderà dal ministero dei Trasporti: «Da parte mia e del ministro Salvini c’è massima disponibilità», assicura l’assessore regionale Enrico Bussalino.

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