Panetta avverte: “Rischiamo un’esplosione dei prezzi come nel 2021. Bce al lavoro per evitarla”

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«I conflitti in corso rischiano di alimentare una nuova impennata dei prezzi». A dirlo è il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta nel corso dell’incontro “L’oro di Napoli. Devozione, moneta e fiducia” al Museo Archeologico Nazionale di Napoli che si tiene oggi, venerdì 24 aprile. Nel corso del suo intervento, Panetta si è soffermato sulle guerre in corso e le ricadute sull’economia: «Il consiglio direttivo della Banca centrale europea segue con grande attenzione l’evoluzione della situazione geopolitica – afferma –, con un obiettivo preciso: evitare che si riaccenda una spirale inflazionistica come quella che ha colpito tutti noi tra il 2021 e il 2023».

Il governatore ha anche sottolineato che «sul fronte tecnologico, la sfida è diversa ma altrettanto profonda. Paghiamo con il telefono, investiamo attraverso app, trasferiamo denaro in pochi secondi dall’altra parte del mondo. Tutto questo è un progresso reale. Ma apre anche la strada a forme di denaro privato poco trasparenti e poco stabili, che rischiano di indebolire quel patto di fiducia che la moneta pubblica garantisce da secoli».

Prossime sfide della banca centrale

Per questo, è necessario «guidare questa trasformazione senza perdere ciò che di essenziale abbiamo costruito: è una delle sfide decisive delle banche centrali nei prossimi anni. Il Museo della Moneta che inaugureremo il prossimo anno a Roma nasce anche da questa convinzione: capire come la moneta è nata e si è evoluta nel corso dei secoli aiuta a orientarsi nel presente e ad affrontare il futuro con meno timore».

Nel suo messaggio di apertura, il governatore ha poi sostenuto che «la storia ci insegna che le transizioni, per quanto dolorose, hanno generato nuove opportunità, nuove professioni, nuova prosperità. In questa fase di transizione non dobbiamo aspettare, né osservare dall’esterno quello che succede, non dobbiamo chiuderci nell’ansia e nel timore, ma bisogna gestire questa transizione».

“Fiducia nelle istituzioni messo a dura prova”

In questo momento, «viviamo un tempo in cui la fiducia nelle istituzioni, nel futuro e negli altri è messa duramente alla prova – ha aggiunto -, le guerre in Ucraina e in Medio Oriente hanno incrinato il senso di sicurezza in cui vivevamo da quasi 80 anni. E il Covid ci ha ricordato bruscamente che le pandemie non appartengono solo ai libri di storia. Mai avrei immaginato un giorno di trovarmi a che fare con una pandemia in Europa e in Italia. L’intelligenza artificiale sta cambiando l’attività produttiva in modi che generano comprensibilmente grande preoccupazione tra imprenditori e lavoratori, in Italia come nel resto del mondo».

Di fronte alle nuove tecnologie che stanno emergendo, Panetta comprende i timori. «Molti si chiedono cosa resterà del proprio mestiere tra 10 anni, e non è una domanda a cui è facile rispondere. Non è la prima volta che ci troviamo davanti a sfide di questo genere: nell’antichità, ad Atene come a Roma, l’approvvigionamento di grano dipendeva da rotte marittime lontane, il controllo di quelle rotte divenne uno strumento di potere e, quando venne meno, una fonte di crisi. Le analogie con i problemi legati allo Stretto di Hormuz sono evidenti. E l’ansia che oggi sentono i lavoratori di fronte all’avanzare dell’intelligenza artificiale non è tanto diversa da quella degli artigiani dei tessitori inglesi durante la Rivoluzione industriale».

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