«Non è la prima volta nell’ultimo paio di anni che i repubblicani vengono attaccati o uccisi. Alla luce di questa sera, chiedo agli americani di risolvere le differenze pacificamente. Vale per i repubblicani, i democratici, gli indipendenti, i progressisti», ha detto il presidente in un punto stampa allestito due ore dopo la sparatoria alla Casa Bianca. In contemporanea, sul suo social Truth, Donald Trump ha pubblicato la foto dell’aggressore al momento dell’arresto, con la faccia a terra circondato dagli agenti.
La dinamica
Tutto è iniziato quando sono stati esplosi dei colpi di arma da fuoco nella lobby dell’hotel di Washington che ospitava la cena fra il presidente Usa e i media accreditati alla Casa Bianca. Si sono udite esplosioni e gli ospiti si sono precipitati a nascondersi sotto i tavoli, mentre le forze di sicurezza hanno circondato presidente, vicepresidente e first lady accompagnandoli fuori dalle sale. «Ho visto almeno una persona armata e ha sparato almeno sei colpi di arma da fuoco, hanno riferito alcuni testimoni presenti alla cena.
Il metal detector
L’uomo che ha sparato alla cena dei Corrispondenti della Casa Bianca ha superato di corsa un metal detector vicino all’ingresso principale con un’arma e ha sparato un colpo contro un agente del Secret Service. Gli agenti sono però riusciti a fermarlo prima che entrasse nella sala della cena dove era presente Donald Trump.
Il presidente
Donald Trump è finito a terra, appena dopo essere stato affiancato dagli agenti del Secret Service per essere portato fuori dalla sala. Le immagini dei primi momenti concitati, a seguito degli spari, hanno mostrato il tycoon alzarsi dal tavolo d’onore per poi finire a terra dopo due passi. Il presidente è stato aiutato a rialzarsi ed è stato poi scortato via in sicurezza. A quel punto sono intervenute Squadre in tenuta tattica con le armi spianate.
L’evento rinviato e il precedente
Una volta ripristinato l’ordine, Weijia Jiang, giornalista della Cbs e presidente dell’associazione dei corrispondenti della Casa Bianca, ha annunciato che il programma della serata sarebbe ripreso e Trump ha dichiarato di voler tornare in sala per tenere il suo discorso ai giornalisti. «È stata una serata piuttosto movimentata a D.C. Il Secret Service e le forze dell’ordine hanno svolto un lavoro fantastico. Hanno agito con rapidità e coraggio», ha scritto il presidente su Truth. Poi però è arrivato lo stop: l’evento aal’hotel Washington Hilton, lo stesso fuori dal quale John Hinkley Jr cercò di assassinare l’ex presidente Ronald Reagan nel 1981, è stato rinviato di trenta giorni.
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