I più radicati istinti leghisti contro l’Europa si sono già scatenati. Esattamente quello che Giorgia Meloni voleva evitare: dare l’immagine dello sgretolamento della maggioranza, sentire le opposizioni accusare il centrodestra di essere diviso e in confusione, riaccendere i furori di Matteo Salvini contro Bruxelles, proprio mentre lei cerca di negoziare una concessione sulle spese energetiche.
Nella risoluzione che verrà votata giovedì alla Camera sul Documento di finanza pubblica licenziato dall’esecutivo, non ci sarà altro che la proposta di derogare al Patto di Stabilità «solo per l’emergenza energetica», per far fronte ai costi schizzati all’insù a causa della guerra in Iran. Questo Meloni aveva anticipato a Cipro, durante i lavori del Consiglio europeo informale, e questo è l’ordine diramato ai parlamentari già prima di leggere le dichiarazioni di Claudio Borghi, condivise con il segretario Salvini.
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Patto di Stabilità e procedura, i quattro falsi miti da sfatare
dal nostro corrispondente Marco Bresolin
Confermando la sua fama di mastino anti-Ue, il senatore leghista ha ribadito la richiesta di scostamento di bilancio – l’aumento del deficit – e ha anticipato che il suo partito «insisterà» per inserire nel documento comune in Parlamento «l’abbandono del Patto, eventualmente anche unilaterale qualora l’Ue non dovesse dare risposte». In realtà, la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, proprio a Cipro una risposta l’ha data, non favorevole a Meloni che proponeva di scorporare le spese per l’energia dalle regole fiscali europee, come avvenuto per gli investimenti militari, e seguendo una logica di priorità.


Il 3,1% di deficit, che ha fatto mancare al governo italiano il traguardo dell’uscita anticipata dalla procedura d’infrazione, ha ridefinito l’agenda di Meloni. Un ritocco imposto anche dai tempi elettorali, visto che la premier ha chiarito di non voler trascorrere l’ultimo anno di legislatura a difendersi dall’accusa di spendere in armi le risorse che invece potrebbero finire a calmierare l’inflazione e il caro-carburante. Dalle prime anticipazioni, la risoluzione dovrebbe contenere un’esplicita citazione della crisi energetica, mentre potrebbe non trovare spazio il riferimento alle spese per la difesa. «Adesso è urgente mettere in sicurezza le catene di approvvigionamento dell’energia – spiega Marco Osnato, presidente della Commissione Finanze della Camera e responsabile Economia di FdI -. È su questo che dobbiamo puntare, sperando che la Commissione europea eviti di cadere in contraddizione con sé stessa. Perché non può raccomandare ai cittadini di diminuire i consumi elettrici e poi non intervenire su questa emergenza con gli strumenti che lei stessa ha stabilito». Si riferisce all’articolo 26 del Patto di Stabilità che prevede una clausola di salvaguardia per attivare deroghe alle regole di bilancio ordinarie. Eccezioni che hanno però bisogno del via libera della Commissione. Su questo obiettivo si concentrerà il lavoro della coalizione, spiega Osnato, in risposta a Borghi e per replicare a Pd, Italia Viva e M5S che accusano il centrodestra di essere piombato «nel caos»: «Lascerei lavorare il governo, il ministero dell’Economia e il Parlamento e, come ha detto Meloni, eviterei voli pindarici o fuochi di artificio. Abbiamo sempre considerato i parametri europei come un mezzo, e non come un fine, e continuiamo a considerarli tali».

A Cipro la premier non ha escluso di ricorrere allo scostamento di bilancio. Soluzione auspicata dalla Lega, molto meno da Forza Italia, che potrebbe essere evocata nella risoluzione di giovedì. Gli azzurri continuano a spingere per rimodulare la destinazione dei fondi del Pnrr e della Coesione, e, come FdI, sono contrari ad andare allo scontro con l’Europa sul Patto: «Certamente sarebbe meglio costruire percorsi più condivisi con l’Ue per evitare contraccolpi, uno su tutti lo spread», spiega il portavoce Raffaele Nevi. Un ragionamento che vale anche per l’asticella del deficit. Sullo scostamento, continua Nevi, «ogni decisione andrà presa con grande attenzione». Messaggio diretto al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, leghista.
Evitare di sprofondare in recessione nell’anno elettorale è l’obiettivo di tutto il centrodestra. In cantiere, però, non ci sono misure a favore della crescita, ma solo interventi di emergenza. Domani il Consiglio dei ministri prorogherà il taglio delle accise contro il caro-benzina, venerdì – alla vigilia del Primo Maggio – i provvedimenti sul lavoro. Per l’occasione, Meloni potrebbe partecipare alla conferenza stampa. Ci sta riflettendo.
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