Monopattini, ecco il “targhino”: l’obbligo scatta il 16 maggio. Per l’assicurazione due mesi in più

0
2

Il rettangolo della discordia è arrivato. Sei centimetri per cinque, plastificato e adesivo (non rimovibile), tre numeri e tre lettere su piani separati dal simbolo della Repubblica, stampato in uno stabilimento del Poligrafico dello Stato a Foggia, dove ieri mattina il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha applicato il primo esemplare a un monopattino. Già, perché era proprio il velocipede più amato dai ragazzini l’obiettivo della norma contenuta nel Codice della Strada entrato in vigore il 13 dicembre 2024 e rimasto sospeso (per questa parte) fino a oggi. Morale: entro il 16 maggio, tutti i monopattini dovranno avere il «targhino». Pena, il pagamento di multe tra i 100 e i 400 euro.

La storia

I contrassegno va applicato sul veicolo a un’altezza tra i 20 e i 120 centimetri da terra e serve a identificare il proprietario. Il principio è lo stesso già applicato con la «sorella maggiore» obbligatoria dal 2006 sui motocicli di cilindrata inferiore ai 50 cc. Vent’anni fa,gli unici monopattini in circolazione erano pochi e a spinta, la velocità massima dipendeva da quadricipiti e polpacci degli utilizzatori e di certo non rappresentavano un problema per la circolazione. Nel «dopo Covid», i monopattini sono diventati elettrici e le società di «sharing» li hanno portati in tutte le città d’Europa. Velocità limitata a 25 chilometri l’ora e manovrabili con facilità, sono sembrati un’alternativa sostenibile alla mobilità. Tanto da ricevere l’incoraggiamento dello Stato (al pari delle biciclette, anche a pedalata assistita) all’acquisto, con incentivi che li hanno resi molto appetibili. Ma, fatta la legge, trovato i «furbetti», quelli che acquistano monopattini con limitatori di velocità inesistenti o «sbloccati», piccoli razzi domestici che arrivano senza problemi a 80 chilometri l’ora. Prima poteva esserci la «guida disinvolta», il «parcheggio creativo», con il contorno di imprecazioni di automobilisti e pedoni costretti a fare lo slalom tra i monopattini abbandonati ovunque dopo l’utilizzo. Ma le prestazioni da scooter dell’ultima generazione (fuorilegge) ha trasformato strade e marciapiedi in un «Far West» ben lontano dall’idea di mobilità sostenibile degli inizi.

La normativa

I monopattini (al pari dei ciclomotori sotto i 50 cc) non possono avere una targa vera e propria, perché non hanno un numero di telaio e non sono iscritti all’Archivio nazionale veicoli. Il «targhino» serve a identificare il proprietario e bisogna chiedere la sua cancellazione nell’eventualità di furto, smarrimento o vendita del velocipede. L’applicazione del contrassegno serve ad attribuire la «paternità» delle violazioni, ma anche a individuare il destinatario di eventuali azioni legali (soprattutto civili). «Non è accettabile che chi finisce vittima di un incidente con un monopattino non possa rivalersi nei confronti di nessuno», ha spiegato ieri il ministro Salvini a Foggia. A questo serve l’assicurazione, resa obbligatoria dalla riforma del Codice della Strada, ma rimasta nel limbo per un anno e mezzo: l’obbligo sarà in vigore dal 16 luglio, dando anche il tempo alle compagnie di attrezzarsi e modulare le tariffe su questo veicolo. Da quanto è dato sapere al momento, la spesa per i titolari di monopattini andrà dai 25 ai 150 euro, a seconda della copertura richiesta.

Come si fa

Per richiedere il contrassegno, è necessario andare sul «Portale dell’Automobilista» e selezionare la voce «Monopattini – contrassegno identificativo» dal menu a tendina «servizi online». Per avviare la richiesta servono il modulo (compilato e firmato) scaricabile dal sito, un documento d’identità del proprietario del veicolo e la ricevuta del pagamento tramite «PagoPA» di 37 euro (8,66 euro per la targa, 10,20 di «diritti», 16 di bolli, oltre a due euro di commissione). Per i minorenni, a firmare il modulo dovrà essere un genitore e per chi arriva da Paesi fuori dall’Unione Europea servirà il permesso di soggiorno. Nella procedura verrà anche richiesto in quale Ufficio della Motorizzazione civile avverrà il ritiro. A questo punto, arriverà via mail la conferma della avvenuta ricezione della domanda e bisognerà soltanto attendere la convocazione per il ritiro.


Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it