Istat, il balzo dell’inflazione: +2,8%. Il carrello della spesa aumenta del 2,5%

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Boom dell’inflazione ad aprile che secondo le prime stime dell’Istat in Italia balza al 2,8% rispetto all’1,7% di marzo. I rincari dei prezzi dell’energia iniziano a farsi sentire in maniera significativa proprio nel giorno in cui il governo deve decidere in che termini prorogare il taglio delle accise sui carburanti. L’idea della vigilia era quella di ridurre durata dell’intervento ed entità dello sconto, privilegiando il gasolio rispetto alla benzina. Vedremo cosa deciderà il Consiglio dei ministri convocato per le 16.

Secondo le stime preliminari, informa l’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una variazione del +1,2% su base mensile e del +2,8% su base annua (da +1,7% del mese precedente). La dinamica dell’inflazione riflette principalmente la netta risalita dei prezzi degli energetici non regolamentati (da -2,0% a +9,9%), di quelli regolamentati (da -1,6% a +5,7%) e dell’accelerazione dei prezzi degli alimentari non lavorati (da +4,7% a +6,0%) che a loro volta scostano l’aumento generale dei costi e dei trasporti in particolare (+1,6%). Risultano invece in rallentamento i prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,0% a +2,6%) e dei servizi relativi ai trasporti (da +2,2% a +0,5%).

Nel mese di aprile l’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, mostra un rallentamento (da +1,9% a +1,6%), come anche quella al netto dei soli beni energetici (da +2,1% a +2,0%). I prezzi dei beni registrano una marcata accelerazione su base annua (da +0,8% a +3,2%), mentre quelli dei servizi rallentano (da +2,8% a +2,4%). Di conseguenza, il differenziale tra il comparto dei servizi e quello dei beni diventa negativo, portandosi a -0,8 punti percentuali (dai +2,0 punti percentuali del mese precedente). Il tasso di variazione tendenziale dei prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona sale a +2,5% (da +2,2%), come anche quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +3,1% a +4,3%).

Il tasso di inflazione acquisito ad aprile alla luce dei nuovi dati è pari a +2,4%. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA), parametro di riferimento per diversi rinnovi contrattauli, registra a sua volta una variazione pari a +1,7% su base mensile, per effetto della fine dei saldi stagionali di cui il Nic non tiene conto, e a +2,9% su base annua (da +1,6% del mese precedente).

L’effetto-Iran non riguarda solo l’Italia. Anche in Francia secondo prime stime dell’Insee, l’istituto nazionale di statistica, è prevista in netto aumento passando dal +1,7% di marzo a +2,2, ovvero due decimali in più rispetti alle previsioni di mercato. Questo livello di inflazione si spiega, sottolinea l’istituto francese, con la forte accelerazione del prezzo dell’energia (+14,2% annuo ad aprile rispetto al +7,4% marzo), in particolare dei prodotti petroliferi.

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